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Papa Francesco, il segreto sulla rapida ascesa di Domenico Giani: chi c'era dietro l'ex capo della Gendarmeria

Caterina Spinelli
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Domenico Giani ha dato le dimissioni a Papa Francesco dopo la soffiata che vedeva protagonisti cinque dipendenti della Santa Sede sospesi in quanto coinvolti nell'indagine sugli investimenti milionari. Giani, ex maresciallo della Guardia di Finanza, è arrivato nel giro di pochissimo tempo ai vertici del Vaticano. Un traguardo - scrive La Stampa in un retroscena - merito del suo vescovo, monsignor Roberto Carraro, presule di Arezzo e molto influente, tanto da raccomandarlo a Papa Wojityla e soprattutto al segretario privato, don Stanislao Dziwisz. Leggi anche: Papa Francesco, la richiesta a Conte: aiutare Giani Ma il tempo passa e l'ex capo della Gendarmeria scala sempre più le vette del potere, acquistando un ruolo di protezione del Santo Padre che inizialmente era esclusiva della Guardia Svizzera e allo stesso tempo diventa organo di polizia giudiziaria (momento in cui Giani ottiene il merito di individuare e arrestare la talpa nel Maggiordomo privato del Pontefice). Così il comandante diventa responsabile della sicurezza anche nei viaggi papali all'estero. Ne seguirà ben 70, attraverso tre Pontificati, diventando interlocutore delle polizie e dei servizi segreti di mezzo mondo. Un personaggio elogiato da tutti al punto di rifiutare il ruolo di vicedirettore esecutivo delle Nazioni Unite pur di continuare a servire i Papi. 

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