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Cassazione: padre risarcisca il figlio per mancato affetto, anche dopo 40 anni

Cronaca
sabato 21 aprile 2012
Cassazione: padre risarcisca il figlio per mancato affetto, anche dopo 40 anni

2' di lettura

Roma, 17 apr. (Adnkronos) - Un padre che si e' disinteressato del figlio naturale per quarant'anni lo dovra' risarcire con 25 mila euro per il "disinteresse" dimostrato nel lungo arco di tempo, creando al ragazzo problemi esistenziali. Lo ha stabilito la Cassazione convalidando un risarcimento danni per 25 mila euro nei confronti di un 54enne di Catania il cui padre, nel 1958, venuto a conoscenza del concepimento di un bimbo da parte della donna con cui aveva avuto una relazione, aveva interrotto ogni rapporto con la donna, rifiutandosi, anche in seguito, di riconoscere il figlio e di mantenerlo. Ne era scaturita una battaglia legale portata avanti dal ragazzo, diventato nel frattempo adulto e padre di famiglia, che lamentava di avere avuto gravi problemi esistenziali superati solo con la costituzione di un proprio nucleo familiare. La Prima sezione civile - sentenza 5652 - spiega che "non puo' dubitarsi che il disinteresse dimostrato da un genitore nei confronti di un figlio, manifestatosi per lunghi anni, e connotato, quindi, dalla violazione degli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione, determini un 'vulnus', dalle conseguenze di entita' rimarchevole ed anche, putroppo, ineliminabili, a quei diritti che, scaturendo dal rapporto di filiazione, trovano nella carta costutuzionale e nelle norme di natura internazionale recepite nel nostro ordinamento, un elevato grado di riconoscimento e di tutela". In particolare, piazza Cavour ha convalidato la decisione del Tribunale di Catania che, nel gennaio 2006, aveva quantificato a favore del figlio un risarcimento pari a 25 mila euro, l'equivalente dei danni esistenziali patiti nel periodo compreso fra il raggiungimento della maggiore eta' e il momento in cui non era piu' configurabile un obbligo di mantenimento. Nel caso in questione, va ancora detto che la Suprema Corte ha bocciato sia il ricorso del figlio che chiedeva un risarcimento maggiore sulla base dei "pregiudizi di natura esistenziale subiti" inseguito al completo disinteresse del padre, sia quello del genitore che sosteneva che la madre non si era mai piu' fatta vedere, radicando cosi' in lui la convinzione di non essere il padre.