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Marò, 'per periti sono state usate loro armi'

Esteri
domenica 15 aprile 2012
Marò, 'per periti sono state usate loro armi'

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Kochi, 10 apr. (Adnkronos/Ign) - Due fucili Beretta Arx 160 in dotazione al regimento San Marco sarebbero stati usati per sparare contro i pescatori uccisi il 15 febbraio scorso a largo delle coste di Kerala. E' quanto è scritto, secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa indiana, nel rapporto sulla perizia balistica compiuta dal Laboratorio scientifico della polizia di Kerala. Nel rapporto - che è stato consegnato al capo della procura di Kollam e alla squadra di investigazione speciale guidata dal capo della polizia di Kochi, M R Ajith Kumar - si riporta che la polizia aveva sequestrato a bordo dell'Enrica Lexie sei fucili Beretta e due Fn Minimi, mitragliatrici leggere, scelti tra le 15 armi e le 10mila munizioni che erano conservate a bordo. L'identificazione dei due fucili Beretta è stata possibile dopo il raffronto tra le "rigature" individuate sui proiettili estratti dai corpi dei due pescatori e quelle delle armi in dotazione ai marò, riporta ancora il rapporto che conclude anche che non è stata riscontrata "nessuna manomissione nel materiale sequestrato". Per Luigi Di Stefano, perito di lungo corso, in passato al lavoro anche sulla vicenda di Ustica, si tratta di un'"incredibile faciloneria". "La prima cosa da dire è quale sia il calibro, non la rigatura, quella è secondaria. E le autorità indiane -rileva all'Adnkronos- adesso non dicono nulla del calibro, mentre il 3 marzo scorso avevano indicato un calibro misura 7,62". La stranezza, sottolinea Di Stefano, è che "il calibro 7,62 per 54r è di un fucile sovietico, tra l'altro in dotazione alla guardia costiera dello Sri Lanka. Mentre il calibro in dotazione alle forze Nato -continua- è 5,56 per 45. Questo punto -aggiunge- non è mai stato spiegato, e oggi persone che dovrebbero essere 'esperte' non dicono una parola sul calibro ma sulla rigatura che, ripeto, è del tutto secondaria: non fornisce nessuna prova". In sintesi, dice infine, "senza la misura del calibro si dicono solo stranezze, puo' significare tutto". Intanto la Corte Suprema indiana oggi ha ammesso il ricorso presentato dagli avvocati degli armatori dell'Enrica Lexie contro il verdetto dell'Alta Corte di Kerala che vieta dalla nave italiana di partire. Dopo aver ascoltato gli argomenti del ricorso, i giudici della Corte Suprema hanno chiesto alle autorità del Kerala e del ministero della marina mercantile di comparire ed hanno così aggiornato l'udienza, secondo quanto si legge sul sito di Times of India. L'avvocato KK Venugopal ha argomentato il ricorso sostenendo che la nave non ha nulla a che vedere con l'incidente che ha portato alla morte dei due pescatori indiani il 14 febbraio scorso in cui sono coinvolti i due marò che - ha argomentato ancora il legale - sono già in custodia della polizia, come lo sono le armi sequestrate.