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Papa Francesco, paura-coronavirus in Vaticano: 7 giorni fa, l'incontro col vescovo positivo

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Nuovo allarme in Vaticano: è positivo un vescovo ricevuto da Papa Francesco una settimana fa. La foto, scattata lunedì 9 marzo, aveva fatto il giro del mondo. Ritraeva Francesco nella sala del Concistoro, al secondo piano del Palazzo apostolico, circondato da 31 vescovi francesi, tutti seduti a distanza di sicurezza dal Santo Padre e tra di loro. 

Era stata l'ultima occasione in cui il Pontefice aveva concesso udienze pubbliche, le quali poi sono state sospese. Decisione che, forse, sarebbe dovuta essere presa prima visto che ieri la diocesi di Anvers ha reso noto che il suo vescovo, monsignor Emmanuel Delmas, 65 anni, proprio uno dei prelati presenti in Vaticano lunedì 9, è positivo al coronavirus. Perdipiù, pare che il monsignore avesse avvertito i primi sintomi della malattia proprio durante il suo soggiorno romano. Al momento dalla Francia rassicurano sulle condizioni di Delmas, che tra l' altro è medico e figlio di medici: «È leggermente influenzato e il suo stato attuale non è preoccupante», fanno sapere dalla diocesi transalpina.

Anche dal Vaticano si sono affrettati ad assicurare che Francesco sta bene, ha superato il raffreddamento che aveva patito dal Mercoledì delle Ceneri «senza sintomi riconducibili ad altre patologie». Ma è comprensibile qualche preoccupazione visto che, in occasione della visita di lunedì 9 marzo, il Papa aveva stretto la mano ad «alcuni» dei vescovi francesi presenti, pur rispettando tutte le procedure igieniche, a cominciare dal lavaggio delle mani, prima e dopo, come hanno ribadito da Oltretevere.

Intanto, tutti i prelati che hanno partecipato all' incontro sono finiti in isolamento e le altre udienze con i vescovi francesi previste dal 16 al 20 e dal 23 al 27 marzo sono state sospese con un comunicato «urgente» firmato dal cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi.

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