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Coronavirus e immigrazione, l'allarme dell'Oms: "Preparatevi subito al peggio", l'epidemia ha raggiunto l'Africa

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Dopo un mese, quello di marzo, di fermo, i migranti ripartono per l'Italia. Arrivi che mettono a serio rischio la salute già precaria del Paese al tempo del cooronavirus, tanto da spingere il sindaco di Lampedusa Totò Martello a chiedere maggiore attenzione. Solo nell'ultima settimana sulle coste sono sbarcate autonomamente 150 persone. Un accadimento che ha costretto il primo cittadino a metterle in quarantena e a chiedere al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese un protocollo per il loro immediato trasferimento sulla terraferma per la mancanza delle necessarie misure a salvaguardia della popolazione.

 

Il virus come ben sappiamo ha raggiunto anche l'Africa, registrando - come ricorda Il Messaggero - oltre quattrocento casi che hanno riguardato Algeria, Burkina Faso, Camerun, Egitto (con 58 persone risultate positive), Marocco, Nigeria, Senegal, Sud Africa, Togo e Tunisia. "Si tratta di cifre ancora contenute - ha commentato il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus - Certo, potrebbero esserci casi non diagnosticati e anche se potessimo prendere queste cifre per sicure, abbiamo visto come il virus può accelerare. Dunque, il miglior consiglio che posso dare al mio continente è di prepararsi al peggio e prepararsi ora. Il mio continente deve svegliarsi". Eppure i migranti non demordono e continuano a voler raggiungere il nostro Paese abbandonato anche dall'Ue. Quest'ultima ha optato per la chiusura delle frontiere senza però farsi carico dei ricollocamenti, lasciando l'Italia alle prese con i nuovi arrivi e la salute degli ospiti.

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