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Coronavirus, parla il virologo Signorelli: "La casa non è sempre un luogo sicuro, il contagio è interno”

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Per Carlo Signorelli, professore di Igiene e Sanità Pubblica all'Università Vita e Salute del San Raffaele. la casa non è affatto un luogo sicuro per evitare il Covid-19. "Ci sono entrate e uscite. Ci sono persone addette ai servizi essenziali, tra cui alimentari sanità, trasporti, farmacie oltre ai cittadini che fanno la spesa o vanno in farmacia, l'abitazione non può essere considerata sicura". Per l'esperto tutti si aspettano risultati dopo le drastiche misure sul distanziamento sociale. "Ci sono state disobbedienze - spiega al Giornale - ma tantissimi hanno recepito il messaggio. Poi erano misure mai provate prima. Un periodo di adattamento è comprensibile". Eppure il punto fondamentale "non è uscire ma non venire a contatto con gli altri". In poche parole sì alle corse in solitario e sì ai giri con il cane. "Dobbiamo eliminare le aggregazioni e la responsabilità è dei singoli" chiosa con un chiaro messaggio al governo e ai provvedimenti sullo sport all'aperto.

 

 

E a chi gli chiede quando questa epidemia potrà terminare, Signorelli - come tutti i suoi colleghi - non ha una risposta, perché i contagiati rilevati dai test "non corrispondono ai numeri reali che potrebbero essere fino a dieci volte tanto visto che la malattia può essere lieve o asintomatica". Sul Nord però "ci aspettiamo il picco nei prossimi giorni e poi contagi in discesa. Se non avviene questo - conclude - vuol dire che le misure non hanno sortito l'effetto sperato"

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