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Coronavirus, i medici di Bergamo: "Noi del Papa Giovanni siamo ancora contagiosi dopo tre settimane"

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Dal reparto di Medicina interna dell'ospedale Papa Giovanni XXII di Bergamo, struttura in prima linea nel cuore del focolaio lombardo, arrivano testimonianza che rivelano molta preoccupazione nell'evolversi del contagio da coronavirus: "Il primo tampone è risultato positivo il 9 marzo. Ho ripetuto il test il 20, dopo oltre 7 giorni dalla fine dei sintomi, ed era ancora positivo. Questo fa pensare che si rimane contagiosi a lungo anche dopo la guarigione clinica completa", rivela una dottoressa dell'ospedale. 

L'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera ha annunciato delibere per garantire test ai medici di base e al personale ospedaliero se hanno "più di 37 di febbre". Ora le testimonianze che arrivano dagli ospedali paiono suggerire la necessità di rivedere anche le tempistiche delle analisi.

Sulla questione degli asintomatici ha lanciato un allarme anche l'Anaao-Assomed, il sindacato dei medici dirigenti, dopo che il 9 marzo il governo aveva allargato la platea dei sanitari che devono ripresentarsi in corsia: l'articolo 7 del dl 14 prevede che siano sospesi dal lavoro solo coloro che manifestano "sintomatologia respiratoria" o che sono risultati positivi al Covid-19.Tutti gli altri, ovvero chi non ha sintomi, tornano in reparto.

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