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"Niente negri irregolari"

La provocazione di un bar
di Silvia Tironivenerdì 24 ottobre 2008
"Niente negri irregolari"

2' di lettura

 "Vietato l'ingresso ai negri irregolari e pregiudicati". Non siamo negli anni Sessanta, e neppure in America, quando ii cittadini di colore non potevano sedersi negli autobus perchè i posti erano riservati ai bianchi o non potevano entrare nei bar, perchè il colore della loro pelle non era ammesso. Siamo a Padova, in via Buonarriti, all'Arcella, nella zona Nord della città, nei pressi della ferrovia.  siamo al bar "Alle 3 Botti", gestito da Vincenza D'Andrizza e dalla madre, Lucia De Florio. Il locale è a un tiro di schioppo dall’incrocio con via Malta e via Toti. Lì ci sono i bazar nigeriani, i negozi etnici, le residenze delle persone di colore. Quella è la clientela che bazzica nella locanda gestita dalle due donne. A volte si tratta di pregiudicati o di irregolari. Il più delle volte dalla pelle scura. Per riaprire dopo lo stop di un mese imposto dal questore Luigi Savina hanno scelto l’alto profilo. Al bar Alle 3 Botti di via Buonarroti - si legge sulel pagine del Mattino di Padova - il quarto (botto) è una provocazione che sconfina nel reato: "Vietato l’ingresso ai negri. Irregolari e pregiudicati". A scrivere sulla lavagna bianca - poi esposta davanti al locale - è la figlia della titolare Vincenza D’Andrizza. In rosso c’è scritto: "Questo è quello che la legge vuole. Ex art. 100 (citando il testo unico di pubblica sicurezza)". Un atto di razzismo. Macchè. "Il cartello esposto è una provocazione contro la legge ex 100 per la quale nei bar non possono entrare clandestini, irregolari e pregiudicati. Pena la chiusura del locale. E se si ripete per tre volte addio licenza", spiega Vincenza D'Andrizza. "Lo so che questo non va bene", giustifica il gesto provocatorio la signora De Florio, "ma ci hanno detto di cambiare clientela. L’ultima volta che mi hanno chiuso il bar hanno trovato all’interno alcuni ragazzi clandestini. Ma io non posso chiedere loro i documenti per sapere se sono in regola o meno. E non posso nemmeno sapere se sono pregiudicati. Per cui è meglio che gli extracomunitari non entrino più. Così almeno non rischio. Se mi chiudono per la terza volta mi revocano la licenza. Io ci ho messo i soldi in questa attività. Ho investito per il futuro e per i miei figli". Che di semplice "provocazione e di un segnale di protesta" si tratti ne è convinto anche il vicesindaco di Padova Claudio Sinigaglia."Quello delle titolari del bar è sicuramente un modo provocatorio per attirare l'attenzione", sottolinea Sinigaglia. La zona in cui sorge il bar si trova vicino alla stazione ferroviaria "ed è indubbio che ci siano presenze che vanno e vengono e problematiche da risolvere", aggiunge il vicesindaco. L'unico appunto del vicesindaco è che "ci si lamenta perché non interviene la polizia e quando interviene ci si arrabbia".