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Fase 2, le stime degli esperti di Conte sono farlocche? La verità dei matematici: "Impossibili 150 milioni di infetti"

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“Valutazione di politiche di riapertura utilizzando contatti sociali e rischio di esposizione professionale”. Così è intitolato il documento redatto dal comitato tecnico scientifico che ha indirizzato le decisioni del premier Giuseppe Conte riguardo alla fase 2. Se la pubblicazione del paper è un atto di trasparenza, allo stesso tempo getta il governo nell’imbarazzo più totale: si evince infatti che se davvero avessimo riaperto tutto, scuole incluse, avremmo spedito 151mila persone in terapia intensiva già l’8 giugno, per un totale di 430mila a fine anno. Cifre terrificanti, che spingono in molti ad interrogarsi se corrispondano a stime reali o se il comitato ci stia prendendo per i fondelli, o meglio abbia commesso errori di calcolo. “Nessuno ha potuto verificare i numeri”, ha dichiarato Gianfranco Polillo, sottosegretario al ministero dell’economia durate il governo Monti. A farlo ci ha pensato un gruppo di matematici, che ha trovato degli errori clamorosi: visto che va in terapia intensiva lo 0,1% dei casi, vuole dire che gli infetti dovrebbero essere 150 milioni. Ma dove sono finiti i circa 90 milioni di italiani che mancano all’appello?

 

 

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