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Repubblica, anche Ezio Mauro, Saviano e Michele Serra verso l'addio: la cura-Molinari uccide il giornale

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Sono stati una domenica e un lunedì di fuoco a Repubblica, dove i giornalisti si sono ribellati per come si è deciso - domenica - di trattare la notizia della richiesta da parte di Fca del prestito di 6,3 miliardi da parte di Banca Intesa con la garanzia di Sace, società di Cassa Depositi e Prestiti. Ma a Repubblica, scrive il Fatto quotidiano, il clima è teso dal giorno del licenziamento di Carlo Verdelli, il 23 aprile. A molti, infatti, non è piaciuto il modo in cui è stato fatto fuori, a 14 mesi dal suo insediamento. Dopo un primo momento di calma, venuto con le rassicurazioni di Eugenio Scalfari, il clima è tornato torrido.

 

 

Uno che non ha aspettato, però, è stato Gad Lerner, una delle prime grandi firme a lasciare il quotidiano, insieme a Pino Corrias. "Mi ero imposto di aspettare, di non fare scelte affrettate. Ma nel frattempo, in poche settimane, Repubblica è già cambiata. Non la riconosco più", ha scritto il giornalista su Facebook, annunciando la decisione di interrompere la collaborazione. Ora i riflettori sono puntati su Michele Serra, Ezio Mauro, Roberto Saviano e Francesco Merlo. Nel frattempo Carlo De Benedetti sta infatti costruendo il suo nuovo quotidiano, Domani, diretto da Stefano Feltri, pronto ad accogliere i transfughi. 

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