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Giovanni Antonio De Marco, l'ipotesi di Gianluigi Nuzzi: "Sociologi, criminologi, psichiatri cercheranno patimenti". Pena ridotta?

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Un massacro, decine di coltellate, una furia cieca che va ben oltre la volontà di uccidere. Il conduttore di Quarto Grado, Gianluigi Nuzzi, descrive così l'assassinio di Daniele De Santis e della sua fidanzata Eleonora Manta da parte dell'insospettabile Giovanni Antonio De Marco, studente 21enne di scienze infermieristiche. Il dubbio del giornalista, adesso che il killer è stato catturato, è uno solo. Che alla fine per De Marco verrà proposta l'infermità mentale, con tanto di riduzione dell'eventuale pena: "Ora sociologi, criminologi, psichiatri o presunti tali si tufferanno nel passato di questo ragazzo cercando brandelli di patimenti e risposte al suo agire. Si avrà un giustificazionismo da salotto". 

 

 

 

In realtà, però, da quanto trapelato finora, nel passato dell'infermiere non ci sono particolari traumi di cui tenere conto. Ha vissuto per lo più nella solitudine e nell'isolamento. Vicini e compagni di studio lo hanno definito come timido e schivo. L'unica rottura, che ha poi portato alla tragedia, è rappresentata dalla fine dei rapporti con i coinquilini, visti sempre più come dei nemici. “Erano troppo felici, mi è montata la rabbia”, questa è stata la motivazione del delitto data dal killer agli inquirenti. Secondo Nuzzi, l'odio che De Marco covava non è figlio di un episodio unico: "Si tratta di una rabbia montata da chi si sente deriso, da chi per proteggere una personalità fragile anima la persona di risentimento, di desiderio di rivalsa, che deve reagire, trovare soddisfazione".

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