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Il giro del mondo in 280 giorni di Carlo J Laurora

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Gianluca Veneziani
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Non deve vincere una scommessa di 20mila sterline coni soci del Reform Club, come Phileas Fogg, il gentiluomo e protagonista del libro Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne.
Ma il trentenne Carlo J Laurora, avventuriero e imprenditore italiano, ha cominciato il suo viaggio munito dello stesso desiderio di esplorazione e lo stesso spirito di sfida - con la natura, con se stesso e col tempo - che muoveva i personaggi della storia.

 

Esattamente in occasione dei 150 anni dalla pubblicazione del celebre romanzo (tuttora un incredibile successo: solo negli ultimi due anni ci sono state 10 edizioni diverse del libro), Laurora ha deciso di intraprendere un viaggio analogo, stavolta però non in senso latitudinale, da ovest a est, come ne Il giro del mondo in 80 giorni, ma in senso longitudinale, dal Polo Nord al Polo Sud. Nello specifico, dall'Alaska fino alla Terra del Fuoco, attraversando tutto il continente americano per circa 15mila chilometri e lungo 12 Paesi. E i mezzi di cui si servirà per viaggiare - è questo l'aspetto interessante - sono gli stessi di Fogg e del co-protagonista, il cameriere francese Jean Passepartout. Laurora infatti non si servirà di aerei o auto, ma esclusivamente di mezzi pubblici via terra: treni, bus, corriere, traghetti, piroscafi, barche oltreché delle suole delle scarpe (il tratto a piedi sarà di 3.000 chilometri). E la grande scoperta, forse non troppo prevedibile, è che i tempi per viaggiare in tal modo sono rimasti gli stessi, se non diventati più lunghi, di un secolo e mezzo fa: altro che potenti linee ferroviarie, mezzi di trasporto su gomma all'avanguardia, corse veloci. No, se ci si vuole muovere da bipedi terrestri e non da uomini con le ali, si continua ad andare lenti, forse troppo, con il rischio di arrivare tardi odi perdere le coincidenze...
 

 

ARRIVO A NATALE Laurora, almeno nelle intenzioni, salvo imprevisti, impiegherà infatti circa 150 giorni per il suo cammino on the road in America, a partire da oggi.
Il suo obiettivo è concludere il viaggio - che a sua volta diventerà un libro da lui scritto - prima di Natale, magari proprio il 22 dicembre, data di pubblicazione della prima edizione di Il giro del mondo in 80 giorni. Il suo bagaglio sarà essenziale, come quello dei protagonisti del romanzo: un piccolo zaino, dove portare indumenti adatti per qualsiasi clima, caldo e freddo, e un solo paio di scarpe.
Le ragioni che lo muovono, oltre a quelle letterarie, sono la necessità e la volontà di recuperare il contatto diretto e lento col paesaggio, cogliere lo spirito e l'essenza dei luoghi, passandoci dentro e non sorvolandoli. Non distacco, ma coinvolgimento, non mero trasporto ma esperienza. Perché, mai come in questo caso, il senso del viaggio è il cammino, non la meta. Allo stesso tempo però Laurora testimonierà quanto sia dannatamente difficile e scomodo, anche nel Terzo Millennio, viaggiare senza aereo, come pure vorrebbe qualche devoto ambientalista. Per carità, ci saranno anche dei vantaggi ecologici a non prendere l'aeromobile, ma il velivolo serve, eccome se serve. «E poi non sarà certo il fatto di non volare a salvarci dalla distruzione del pianeta, servono piuttosto piccoli ma importanti gesti quotidiani come evitare lo spreco d'acqua», commenta lui. E lo sa talmente bene che qualche anno fa questo giovane imprenditore ha messo su insieme ad alcuni soci la compagnia sivola.it, un'agenzia di viaggio che consente di prenotare le proprie vacanze non sulla base di accattivanti pacchetti turistici odi campagne promozionali, ma dell'esperienza già fatta da parte degli stessi tour operator e delle foto in quei luoghi da loro postate su Instagram. Come dire, prima loro fanno il viaggio, poi invitano i potenziali clienti-turisti a ripeterlo. La stessa agenzia ha avuto un'intuizione geniale in piena pandemia: si è inventata i primi viaggi per soli vaccinati, consentendo agli italiani già nel 2021 di viaggiare in sicurezza in luoghi come Canarie o Islanda. Un'operazione talmente ingegnosa che ha consentito a sivola.it di veder crescere il proprio fatturato da 0 a 10 milioni di euro in soli due anni e di finire sulla rivista Forbes come modello esemplare di startup.
 

 

PICCOLA ODISSEA Insomma, Carlo J viaggia a piedi e con mezzi pubblici e intanto incoraggia gli altri a prendere l'aereo: si potrebbe sintetizzare così scherzosamente la missione di Laurora. Che, senza volare, ha già attraversato due continenti prima dell'America. Ha percorso, tra treni e altri mezzi pubblici o aeromobili d'epoca come la mongolfiera- immagine di tante copertine de Il giro del mondo in 80 giorni tutta l'Asia partendo dalla Cina seguendo la Via della Seta (avventura su cui ha già scritto un libro, Abito il mondo), e poi l'intera Europa, muovendo dalla sua Puglia per arrivare fino in Lapponia. Entrambi i viaggi gli hanno richiesto un paio di mesi. Cosicché il suo viaggio nel mondo in tre blocchi prevede una durata complessiva di circa 280 giorni. Altro che il romanzo di Verne, sembra piuttosto un'Odissea; ma sarebbe irriguardoso dirlo, visto che quella durò 10 anni.

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