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Salvini porta la Lega in piazza: "La giornata di sta con Israele e l'Occidente"

Fabio Rubini
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Lega di governo, sì, ma anche di lotta, cioè di piazza. Così Matteo Salvini, nel corso di una chiacchierata con Libero annuncia che il prossimo 4 novembre - festa delle Forze Armate - il Carroccio scenderà per strada a Milano per «manifestare a favore dei valori dell’Occidente e del diritto alla sicurezza. A Milano - spiega il leader della Lega - chiameremo a raccolta la maggioranza, pacifica e silenziosa, di italiani e stranieri non più disposti a vivere nella paura. Ci sarà la maggioranza amica della libertà e dei diritti, indisponibile a cedere altro spazio a fanatici ed estremisti islamici che purtroppo sono presenti in tantissime nostre città. Aspettiamo a Milano - prosegue Salvini - famiglie e ragazzi che sono contro la violenza sulle donne, l’obbligo del velo islamico, minacce e violenza».

PIAZZA APERTA A TUTTI
Salvini, poi, annuncia che «la manifestazione non sarà solo della Lega, ma aperta a tutti, ai sindacati, alle associazioni culturali e agli altri partiti». Insomma una grande adunata in risposta a quelle che negli scorsi giorni hanno occupato le piazze per solidarizzare con Hamas, contro il popolo di Israele. La location della manifestazione non è ancora ufficiale, si pensa a una piazza in centro città, ma la macchina organizzativa del Carroccio è in contatto con la questura di Milano per mettere a punto tutte le necessarie misure di sicurezza. Oggi potrebbe essere il giorno in cui verrà trovata la quadra e verrà annunciato il luogo esatto.

 

 

 

Nel colloquio col vicepremier la manovra approvata lunedì passa un po’ in secondo piano rispetto all’attualità. Gli arresti a Milano, gli attentati in mezza Europa fanno alzare la soglia di attenzione, ma non basta. «Quanti terroristi sono passati da Lampedusa? - si chiede Salvini - La sinistra mi ha mandato a processo per aver difeso l’Italia e gli italiani e oggici sono anche dei giudici che liberano immigrati ritenuti pericolosi e da espellere da questori e forze dell’ordine. Dio non voglia - prosegue -, ma se qualcuno di questi commetterà violenze ai danni di un cittadino, chi pagherà?». E ancora: «Il killer di Bruxelles era sbarcato a Lampedusa e poi era uscito da un centro per i rimpatri, gli attuali Cpr. Quanti personaggi come lui sono in giro, anche alla luce delle sentenze degli ultimi giorni?».

Salvini poi chiede «controlli a tappeto sulle moschee, regolari o abusive» e anche «il blocco della costruzione di nuovi luoghi di culto islamico fino a quando non sarà controllata la provenienza dei fondi usati per la realizzazione dell’opera e saranno controllati gli imam che guideranno la preghiera». E lancia l’allarme «sulla rotta Balcanica, meno appetibile a livello di notizie, ma che ha numeri davvero preoccupanti». Tornando sui magistrati e in particolare su quelli che «non applicano i decreti del governo», Salvini spiega che «serve al più presto la riforma della giustizia. E le pratiche sui migranti andrebbero tolte alle sezioni speciali dei tribunali e affidate a magistrati che non hanno preclusioni ideologiche».

L’altro fronte aperto in Consiglio dei Ministri è quello contro l’Austria: «Per la prima volta nella storia del nostro Paese abbiamo approvato il ricorso alla Corte europea contro l’Austria e la sua assurda pretesa di bloccare il Brennero. Sono venti anni che le diplomazie provano a risolvere questo problema. Adesso basta, si passa alle carte bollate». L’Austria, ricorda il vicepremier, «chiude il valico nei fine settimana e durante le ore notturne, creando ingorghi e problemi ambientali ed economici. Con questo atteggiamento ha fatto arrabbiare mezza Europa. Per questo siamo sicuri che la Corte ci darà ragione». Tecnicamente una volta depositato il ricorso, la Commissione europea ha tre mesi per presentare eventuali contro deduzioni («che secondo me non ci saranno»), poi la pratica passerà alla Corte europea che dovrà decidere se e come sanzionare l’Austria.

 

 

 

UN LAVORO DA SETTE
Infine la manovra. Che voto dà Salvini al documento finale e al lavoro della Lega? «Un bel sette sia alla squadra di governo, sia alla Lega. Margini di miglioramento? «Ci sono sempre. Nei prossimi mesi lavoreremo di più sulle pensioni, ma i risultati raggiunti su stipendi, fondi per tagliare le liste d’attesa in sanità e l’eliminazione dell’odioso anticipo di novembre per le partite Iva, beh, mi sembra tanta roba». Per il futuro Salvini rilancia «la pace fiscale che va allargata. Penso ad esempio a liberare i Comuni dalle tante cartelle che riguardano mini abusi edilizi tipo i controsoffitti...». Menzione speciale anche per il Ponte di Messina: «In queste settimane ho letto sui giornali che non sarebbe stato finanziato. Aspetto le scuse di qualcuno... Il cronoprogramma? Va avanti spedito. Canieri aperti nel 2024».

 

 

 

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