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Filippo Turetta? "Perché tra 12 anni può essere libero"

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Filippo Turetta fra una decina d'anni potrebbe tornare libero. Fanno scalpore le parole di Valerio de Gioia, giudice al tribunale di Roma, autore di molti libri sul femminicidio, che avverte: "la legge non è così stringente come potrebbe sembrare". Intervistato da Stefano Zurlo per il Giornale il magistrato spiega che l'assassino di Giulia Cecchettin non rischia l'ergastolo e che con il rito abbreviato potrebbe avere anche lo sconto di pena.

Il punto debole, secondo de Gioia, sta nell'aggravante della relazione sentimentale introdotta con il codice rosso che non varrebbe per il caso di Giulia e Filippo. "Chi uccide la moglie o la fidanzata rischia l’ergastolo, ma se la vittima è divorziata o aveva interrotto la relazione, come Giulia, l’aggravante fa salire la pena fino a 30 anni, ma l’omicida schiva l’ergastolo". "Fra 12 anni, considerando solo l’accusa di omicidio così come è formulata in questo momento", puntualizza il giudice, "l’assassino di Giulia potrebbe essere libero". "Certo", ammette de Gioia, "la procura contesta a Turetta altri reati, dal sequestro all’occultamento di cadavere, ma in questi casi, con la cosiddetta continuazione, la condanna sarebbe di poco superiore". 

 

 

Secondo il giudice del Tribunale di Roma, il codice rosso non ha fermato questa scia di sangue. "Il codice rosso ha forse evitato una ulteriore escalation di questi orrendi delitti, ma certo una legge da sola non risolve un problema che ha origini più profonde e deve essere contrastato sul piano della cultura e dell’educazione"", sottolinea de Gioia che reputa il disegno di legge Roccella un altro passa in avanti perché "introduce infatti nuove misure di polizia per contrastare i reati spia, come le minacce o le percosse, che spesso sono campanelli d’allarme: i comportamenti violenti sono l’anticamera di fatti di sangue".

 

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