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Pavia, insulti e fumogeni? Stop al torneo degli oratori, la decisione drastica del vescovo

Alessandro Dell'Orto
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No, non c’era la musichetta della Champions League - ta ta ta ta taatatààà the chaaampions - ma loro, magicamente, la sentivano lo stesso perché l’immaginazione e la fantasia dei bambini arrivano ovunque. E per quei trecento baby calciatori di 9,10 e 11 anni che ogni estate si sfidavano nel Torneo degli Oratori di Pavia, considerato il più importante della Lombardia e organizzato dalla diocesi e dal settimanale “il Ticino”, era davvero come disputare la coppa dalle grandi orecchie. Entusiasmo, sogni, adrenalina, la sensazione di essere dei Lautaro in miniatura, dei Leao alle prime armi, degli Haaland in erba: chissà quante storie da raccontare a scuola, quanti pianti di delusione a casa, quante fotografie da conservare e di cui vantarsi in futuro («Da bambino ero un fenomeno, poi un infortunio al ginocchio mi ha stroncato» è la scusa più frequente che si prende a una certa età).

Ora, però, per i piccoli campioni non sarà più così e la colpa è dell’arroganza e della stupidità dei grandi, che siano genitori o dirigenti. Sì, perché dopo 27 edizioni - la manifestazione è saltata solo nel 2020 e 2021 causa Covid - il torneo (20 squadre iscritte in rappresentanza di 20 oratori della città e a provincia, si gioca a 7 con almeno 10 calciatori in lista, sono ammessi i cambi volanti e tutti devono scendere in campo) verrà sospeso.

 

 

PRINCIPI DA RECUPERARE - Niente partite, niente divertimento, nessuna squadra vincitrice e addio trofeo. La decisione, presa dagli organizzatori e dal vescovo Corrado Sanguineti lo scorso novembre, è stata comunicata soltanto ora e il motivo è semplice: «Si sono purtroppo ancora una volta ripetuti gravi episodi di mancanza di rispetto delle regole sportive e del fair play - viene spiegato in un comunicato -. Non è stata la prima volta, purtroppo, che i nostri campi sono stati teatro di fatti deprecabili, contrari allo spirito di un Torneo che coinvolge gli oratori, luoghi educativi in cui si insegnano i valori più importanti dello sport, come il rispetto degli arbitri e degli avversari e anche la serena accettazione della sconfitta. A non rispettare questi principi, dispiace doverlo rimarcare, sono soprattutto gli adulti, che da bordo campo con i loro atteggiamenti da “ultras” rischiano inevitabilmente di influenzare il comportamento dei ragazzi sul rettangolo di gioco».

E ancora. «Negli ultimi anni - continua la nota della curia di Pavia - si è aggiunta anche la moda delle “tifoserie” composte da ragazzi più grandi che spesso arrivano anche ad insultare i giocatori della squadra avversaria. Nonostante i ripetuti inviti ad evitare questo genere di atteggiamenti, la situazione è degenerata nel corso delle ultime edizioni del Torneo».

Il problema, dunque, non sono baby calciatori scorretti o troppo irruenti, né allenatori esagitati, ma chi sta in tribuna con cori contro gli avversari, proteste nei confronti degli arbitri, liti, reclami per le sconfitte. Come accade ovunque, ormai, sugli spalti dei campionati provinciali e soprattutto giovanili. E così a farne le spese saranno coloro che non c’entrano nulla: i giocatori.

 

 

«Per loro comunque restano momenti di aggregazione come il Grest e altre attività degli oratori- spiega don Davide Rustioni, coordinatore dell’area evangelizzazione della diocesi di Pavia - Abbiamo pensato quale fosse la soluzione migliore pedagogica, non punitiva. E abbiamo deciso per la sospensione di questa edizione: nel 2025, che sarà l’anno del Giubileo, il torneo si giocherà regolarmente sperando di aver ritrovato i valori di un tempo». Al posto delle partite, nei prossimi mesi, ci sarà una sorta di dopo scuola.
Per gli adulti ovviamente.

«Organizzeremo una serie di incontri sul tifo positivo aperti a dirigenti, genitori e a chiunque volesse partecipare. C’è bisogno di capire che sostenere la propria squadra non significa insultare gli avversari, anche perché altrimenti si rovina la gara dei bambini, che anziché divertirsi si innervosiscono e sentono la tensione. Il problema è che il cattivo esempio viene dall’alto, dai professionisti: è tutto il sistema calcio che dovrebbe cambiare e migliorare».

IL NO DELL’ASSESSORE - L’anno di stop, però, non piace a tutti. A schierarsi contro la decisione del vescovo è l’Assessorato allo Sport di Pavia. Su profilo Facebook la presa di posizione dell’assessore Pietro Trivi: «Sono preoccupato dalle motivazioni con le quali la Pastorale Giovanile e dello Sport annuncia la sospensione, per il 2024, del Torneo degli Oratori. Non si può accettare che la gioia, la voglia di stare insieme e di competere sportivamente dei ragazzi sia rovinata dai denunciati comportamenti beceri maleducati, e verbalmente violenti di pochi adulti. Da Assessore allo sport raccolgo volentieri l’invito di alcuni genitori, che mi hanno contattato, ad intervenire perché la Pastorale Giovanile e dello Sport riveda la sua decisione offrendo, subito, la piena disponibilità dell’assessorato a compiere ogni azione necessaria affinché il Torneo degli Oratori non soccomba di fronte alla stupidità di pochi!». E qualche bambino già inizia a risentire da lontano la magica musichetta: «Ta ta ta ta taatatààà the chaaampions». 

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