Peste Suina, "zona rossa grande come la Lombardia": ore drammatiche per gli agricoltori

sabato 21 settembre 2024
Peste Suina, "zona rossa grande come la Lombardia": ore drammatiche per gli agricoltori
2' di lettura

A mille giorni dal primo caso di Psa nei boschi di Ovada oggi la zona rossa che delimita l’epidemia si è spinta dall’Alessandrino a sud, fino alle province di Genova e La Spezia, a nord ha raggiunto Vercelli e Novara, attraverso l’Appennino tosco-emiliano ha fatto ingresso nel sancta sanctorum Parmense, proprio Langhirano, sede del prosciutto crudo più famoso al mondo.

E a ovest la peste è arrivata a Milano, Busto Arsizio, Rho, Lodi, quindi Pavia e Piacenza premendo su un territorio fondamentale per la produzione di prosciutti Dop: Cremona, Mantova e Brescia. In particolare, sono state ritrovate - 2.400 carcasse di cinghiali morti, 45 allevamenti spazzati, 60.000 maiali abbattuti. Il presidente Coldiretti, Ettore Prandini, ha scritto una lettera al Governo in cui illustra quella che è la situazione attuale: “La diffusione della peste suina africana ha ormai raggiunto livelli allarmanti mettendo a rischio non solo la salute animale, ma l'intera filiera suinicola del nostro Paese, un settore cruciale per l'economia nazionale e per la tutela delle nostre produzioni di qualità”.

Lollobrigida, allarme sulla peste suina: "Non escluso abbattimento di cinghiali"

Francesco Lollobrigida, il ministro all'Agricoltura, innalza il livello di allarme per la peste suina. In audizione ...

Per Prandini "è indispensabile”, si legge nella lettera di Prandini, “garantire la certezza degli indennizzi per i danni subiti, magari attraverso fondi emergenziali, coprendo non solo le perdite dovute agli abbattimenti, ma anche i mancati guadagni legati al fermo aziendale forzato”. I focolai registrati oggi sono cinquanta, soprattutto in Lombardia. "La situazione non è più sostenibile", scrive Confagricoltura, “bisogna individuare subito una via d'uscita e permettere la sopravvivenza delle aziende agricole”. Il commissario Filippini preferisce  smorzare l'allarme e spiega che "definire questa epidemia drammatica è esagerato”.  Per il presidente di Coldiretti Padova, invece, i cinghiali, così diffusi sul nostro territorio, "sono una seria minaccia. L’attività di contenimento va ampliata e intensificata, i sindaci del territorio la pensano come noi”. Inoltre, ad allarmare è anche un'altra malattia: la lingua blu (febbre catarrale degli ovini). Lombardia, Calabria e Piemonte sono tra le regioni più colpite e in Sardegna la patologia sta dilagando. Nell'Isola i focolai sono oltre 2.100 con quasi 9.000 ovini morti, questo secondo i dati dell'Istituto zooprofilattico sperimentale sardo.

Peste suina? Ora arriva la lingua blu: gli allevatori italiani in ginocchio

Dopo la peste suina nella filiera agroalimentare italiana scoppia una nuova emergenza: quella della lingua blu. E scatta...