Chiara Poggi, "cosa svela il sangue sul telefono": Garlasco, ora tutto torna?

lunedì 14 luglio 2025
Chiara Poggi, "cosa svela il sangue sul telefono": Garlasco, ora tutto torna?

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Oggi è il giorno della attesa svolta sull'inchiesta-bis di Garlasco: l’esito sul Dna trovato nella bocca di Chiara Poggi potrebbe appartenere a una terza persona presente sulla scena del delitto quella mattina del 13 agosto del 2007 e avvalorare la ricostruzione della Procura di Pavia, che ha riaperto pochi mesi fa il caso conclusosi con la condanna in via definitiva a 16 anni di carcere di Alberto Stasi, fidanzato della vittima.

Gli inquirenti hanno ora puntato le loro attenzioni su Andrea Sempio, amico di Marco Poggi fratello di Chiara e accusato di omicidio in concorso con ignoti. Secondo fonti di stampa, le ipotesi sull'"ignoto" variano da una fantomatica "compagnia parallela di amici" di Sempio fino a quella, drammatica, di un coinvolgimento di Michele Bertani, il ragazzo suicidatosi nel 2016 e tirato in ballo in passato per ricostruire il clima di "mistero" che aleggiava nella tranquilla cittadina della Lomellina, dipinta come una nuova Twin Peaks.

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Secondo il Corriere della Sera, però, gli inquirenti starebbero "riscrivendo" la storia dell'aggressione stessa di Chiara. La 26enne non avrebbe aperto la porta della villetta di via Pascoli a una persona che conosceva e di cui si fidava (una delle teorie su cui si è fondata la condanna di Stasi) ma sarebbe stata aggredita da una o più persone. La ragazza avrebbe lottato con loro, come dimostrerebbero il Dna presente sotto le sue unghie e quello nel suo cavo orale.

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Un altro "nuovo" elemento riguarda il telefono fisso di casa: forse Chiara avrebbe alzato la cornetta per chiamare aiuto e il killer l'avrebbe rimessa al suo posto. Sul telefono e sotto di esso sarebbero presenti schizzi di sangue, lasciati dai colpi dell'assassino. In particolare, ci sarebbe una macchia di sangue con angolo di incidenza di 19 gradi, troppo ampio per un passaggio del sangue attraverso la fessura tra cornetta e apparecchio. Un altro uomo presente sulla scena del delitto avrebbe poi tentato di zittire Chiara mettendole la mano sulla bocca. La vittima lo avrebbe morso tentando di scappare verso la porta di uscita. Ed è a questo punto che sarebbe stata bloccata e colpita a morte. Su questa ricostruzione grava però un altro pesante dubbio: quello della possibile contaminazione da parte di un tecnico nelle ore successive al delitto.

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