Slitta a settembre la sentenza su Ciro Grillo, accusato di stupro di gruppo insieme a tre suoi amici su una 19enne nell’appartamento in Costa Smeralda del fondatore del Movimento 5 Stelle, fra il 16 e il 17 luglio 2019. L'avvocato di uno degli imputati ha tenuto un'arringa molto dura nei confronti dell’accusa, sottolineando come la presunta vittima durante le indagini non sia mai stata sentita in incidente probatorio: "Lei stessa ha ammesso di essere stata condizionata da questa inchiesta iper-mediatizzata", ha detto Mariano Mameli, che difende Edoardo Capitta. Secondo questa tesi, la sua testimonianza "non è stata genuina e alcune distonie si sono evidenziate subito, fino dalla visita alla clinica Mangiagalli contestuale alla denuncia".
"Capitta fa l’allenatore di calcio in una squadra parrocchiale a Genova. Ogni tanto dagli spalti qualcuno gli grida 'stupratore'. Per fortuna c’è un sacerdote, grande uomo che non lo ha giudicato", ha proseguito il legale. Terminato il discorso dell'avvocato, il presidente del collegio Marco Contu ha chiesto se il procuratore capo Gregorio Capasso intendesse replicare. E il pm, che ha chiesto nove anni di carcere per tutti e quattro gli imputati, ha spiegato di voler parlare ancora. Il collegio, allora, ha deciso di rinviare tutto a settembre. In calendario sarebbero state segnate le date 1, 2, e 3 settembre.