Gualtieri detesta i romani al volante

Più Ztl e limite di 30 km orari: la drammatica vita su 4 ruote nella Capitale
di Francesco Storacevenerdì 29 agosto 2025
Gualtieri detesta i romani al volante

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Incomprensibile. Ma Roberto Gualtieri, sindaco di Roma ancora per un po’, ha messo nel mirino anche gli automobilisti e li vuole spennare se osano mettersi ancora alla guida dei loro veicoli: a volte viene il dubbio che li odi. Non c’è altra spiegazione rispetto alle decisioni di un’amministrazione che si infila come un insetto vorace nelle tasche dei cittadini per fare cassa, che vede nella gola dei contribuenti sangue fresco per il vampiro del Campidoglio. I cittadini stanno diventando ostaggi di autentici virus ideologici, che hanno preso freneticamente possesso degli assessori della giunta romana. C’è bisogno di una reazione civile e forte contro chi vuole chiudere la città. La Capitale non è un giocattolino con cui misurare la pazienza dei romani.

Gualtieri vuole portare a 30 km orari il limite di velocità praticamente in tutto il centro storico della città. Una superficie di circa 15 chilometri quadrati, pari tre volte a quello di Firenze. Non solo: per il sindaco e il suo assessore Eugenio Patanè, bisogna estendere la fascia verde e i varchi Ztl. Gli stalli di sosta gratuita vanno letteralmente cancellati, bisogna aumentare i ticket della sosta tariffata e andare avanti con le piste ciclabili come se non ci fosse un domani: siamo al killeraggio amministrativo contro la comunità romana. Dicono che ci sia una “logica”, una filosofia, che poi è sempre la stessa. Dovete lasciare a casa le vostre automobili e prendere i mezzi pubblici. Lo dicono quelli che non li prendono mai perché non li trovano. La città dei quindici minuti – lo slogan del sindaco in campagna elettorale – è rimasta nei cassetti del Campidoglio.

IL TRAFFICO AUMENTERÀ

La realtà è che i romani dovranno prepararsi ad affrontare un traffico in aumento, perché se riduci ancora il limite di velocità – buche a parte – le automobili andranno più lente e non più veloci; ci sarà un conseguente rialzo dell’inquinamento in un territorio spesso in difficoltà sul tema; inevitabilmente il salasso per i cittadini sarà superiore rispetto al passato. Cianciano di sicurezza stradale. Magari. Ma siete sicuri che queste siano le risposte, oltre all’infornata di autovelox e tutor manco Roma fosse un’autostrada? Nessuno pretende che nella Capitale si debba scorrazzare ovunque. Ma una disciplina sui trenta chilometri orari non può riguardare una larghissima parte del territorio cittadino.

Un conto possono essere le strade vicine alle scuole o quelle di piccole dimensioni, ma che si pretenda di bloccare le automobili minacciando multe a tutto spiano è qualcosa che Gualtieri farebbe bene a togliersi dalla testa. I romani non usano l’automobile per divertimento, dovrebbe comprendere il sindaco chitarrista; ci sono quelli che vanno a lavorare, e quelli che devono accompagnare i figli a scuola. Dove sono gli autobus che non si trovano mai? Che garanzia danno le linee metropolitane dove si viaggia ammassati in treni che si bloccano un giorno sì e l’altro pure in determinati periodi dell’anno? Sindaco e assessore leggano con attenzione le norme previste dal nuovo codice della strada: i limiti a 30 km/h devono avere motivazioni serie, la loro adozione deve riguardare tratti di strade in cui servono per la sicurezza e non posti come una spada sulla testa degli automobilisti in maniera generalizzata. Il bellicismo dell’amministrazione diventa un danno, in questo modo.