Report, la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci su Rai 3, torna all'attacco del Garante della Privacy e di tutta risposta riceve l'ennesima smentita. In un video pubblicato sui social dall'account del programma, come anticipazione della puntata in onda questa sera, domenica 30 novembre, Report lancia un servizio in cui si parla di una presunta intrusione negli uffici del Garante. Intrusione che sarebbe avvenuta l’1 novembre da parte di "soggetti estranei", con lo scopo - sempre a detta di Report - di "effettuare bonifiche e cercare chi tra i dipendenti forniva notizie" ai giornalisti del programma Rai. L'indiscrezione, ripresa dal sito del Fatto Quotidiano, è stata smentita "in modo assoluto" dal Garante della Privacy con una nota.
A corredo del filmato condiviso sui social, in particolare, la pagina di Report ha scritto: "I garanti della privacy avrebbero favorito l’accesso di soggetti estranei negli uffici dove sarebbero rimasti tutta la notte per effettuare bonifiche e cercare chi tra i dipendenti forniva notizie a Report. Se fossero stati violati i server e le mail dei dipendenti si configurerebbe il reato di violazione e accesso abusivo alle reti informatiche e telematiche". Il tutto sarebbe avvenuto l'1 novembre, cioè "alla vigilia della prima puntata dell’inchiesta sul Garante della Privacy, che denunciava l’incontro di Agostino Ghiglia con Arianna Meloni prima della sanzione a Report di 150mila euro", si legge ancora nel post della pagina della trasmissione tv. Il Fatto Quotidiano, poi, ha aggiunto che il fatto è stato "subito denunciato alla Procura di Roma dove i Pm hanno acquisito documentazione e una lista di persone potenzialmente informate sui fatti. L’ipotesi di reato è accesso abusivo a sistema informatico".
Sigfrido Ranucci, volto della truffa a sua insaputa
Con i tempi che corrono non è certo una novità. Volti famosi usati, a loro insaputa, per tentativi di truf...Non si è fatta attendere la replica del Garante, che ha smentito la notizia precisando in una nota che quel giorno, tra "le 11 e le 11 e 10" è stato in ufficio "solo uno dei membri, l’avvocato Guido Scorza, che ne è uscito pochi minuti dopo". E ancora: "Nessun altro membro del Collegio del Garante è stato presente nella sede dell’Autorità il primo novembre né ha in alcun modo autorizzato o consentito l’ingresso a soggetti esterni a farlo né a svolgere alcuna 'operazione di bonifica'". E infine: "In relazione a tale dichiarazione, del tutto destituita di fondamento", l’Autorità annuncia contromisure legali. "Il Collegio del Garante e i suoi componenti adotteranno le tutele previste dalla legge a garanzia della propria onorabilità e di quella dell’Autorità", hanno fatto sapere dall’Authority.




