Quando è morta esattamente Chiara Poggi? E dove è stata aggredita? Sono domande che i pubblici ministeri si pongono ormai da mesi e chiarirlo potrebbe dare una svolta significativa ad un caso che sembra non trovare mai scritta la parola fine. Di questo si discute a “Quarta Repubblica”, programma di approfondimento di Rete4 condotto da Nicola Porro. In studio, tra gli ospiti, c’è il genetista Pasquale Linarello, colui che nel 2016 aveva esposto in una relazione tecnica il convincimento che il DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi fosse non attribuibile ad Alberto Stasi, bensì a soggetti riconducibili alla famiglia Sempio. Secondo il genetista, anche l’ultima perizia, quella eseguita dalla dottoressa Albani, rappresenta una conferma ufficiale di un percorso logico-scientifico già tracciato in passato.
Linarello ora afferma: “Stabiliamo già nella perizia di Porta e Occhetto che Alberto Stasi ha lavorato attivamente dalle 9.35, ha acceso il computer. Ricordo anche che quest'orario della morte viene spostato a seconda degli alibi che vengono forniti. Io non ho mai visto in 26 anni di carriera un orario della morte così preciso, 9.12 e 9.26. Sta di fatto che 9.12 è perché noi abbiamo contezza dello sgancio, dell'allarme, dell'annullamento dell'allarme da parte di qualcuno”.
E adesso potrebbe cambiare anche il contorno dell’aggressione alla povera Chiara. I consulenti della famiglia della vittima, infatti, hanno ultimato una serie di accertamenti nella villetta di via Pascoli a Garlasco. E sono giunti a conclusioni diverse rispetto a quelle ipotizzate dall’analisi delle macchie di sangue del 2007. Allora si pensava che l’aggressione fosse iniziata all’ingresso della villetta. “Per noi — spiega il perito Dario Redaelli — l’aggressione, che sfocia nell’omicidio, comincia invece in cucina, dove nella spazzatura dell’ultima colazione di Chiara è stato trovato il bricco di Estathé sulla cui cannuccia c’è il Dna di Alberto Stasi. Abbiamo concluso il nostro lavoro e io, da analista della scena del crimine, ho pronta la relazione che settimana prossima consegnerò ai legali i quali ne faranno l’uso che ritengono opportuno”.
"Io non ho mai visto in tanti anni di carriera un orario di morte così preciso, diciamo 9.12 perchè è l'orario dello sgancio dell'allarme."#Linarello #Garlasco#quartarepubblica pic.twitter.com/dlpngEeY6n
— Quarta Repubblica (@QRepubblica) January 12, 2026




