Alla fine lo hanno condannato. Sentenza pure un po’ scontata, siamo onesti, che qui, cioè in Italia, nello specifico a Torino, la scusa «mi sto allenando per le olimpiadi», quando ti beccano a tirare pugni e spintoni a chi ti passa per caso davanti, per strada, sul marciapiede, in piazza, regge no. Eppure lui, Abdelgawwad Soliman, un ragazzotto di 26 anni, di origine egiziana, ci aveva provato. L’ultima volta ai danni di un ingegnere in pensione di 81 anni che, in pieno centro nel capoluogo piemontese, era ruzzolato a terra colpito da un suo destro e se l’era vista nerissima (trauma cranico, ferita alla testa e infrazione di una vertebra): «A seguito della botta sono caduto accanto a uno spigolo», è stato il racconto che ha rilasciato in tribunale, «pochi centimetri e non sarei qui a testimoniare». Fatto sta per quella denuncia, oggi, Soliman si era preso un anno di galera ma soprattutto ha visto aprirsi aperto un fascicolo infinito a suo carico.
Scava di qui, rovista di là, son saltati fuori precedenti degni di un palmares non ufficiale (categoria pugilato, ovvio): a Torino, a Chieri, a Milano. Anni fa, non bastasse, ha sferrato un cazzotto sul volto di un uomo, ha rotto il gomito di una donna che camminava davanti a lui, ha assalito un controllore dei mezzi pubblici. I casi che lo vedono coinvolti sono decine, tra l’altro l’egiziano un procedimento analogo l’ha pure già subìto in passato (per otto episodi catalogati e provati in dibattimento), rimediando anche in quell’occasione una condanna a tre anni e sei mesi di prigione (mentre l’accusa ne aveva chiesti quattro e quattro mesi).
Dritto e Rovescio, esplode la rissa Momo-Del Debbio
Anno nuovo, vecchi maranza. Paolo Del Debbio torna con Dritto e Rovescio su Rete 4 e regala a sé e ai telespettat...Sempre, ogni volta, con quella giustificazione che suonava un po’ beffa e un po’ follia: di un fantomatico allenamento in vista dei giochi olimpici, di un training con vittime innocenti (e ignare) incrociate casualmente facendo due passi all’aria aperta. Infatti il suo difensore, in giudizio, ha fatto domanda di perizia psichiatrica, il tribunale l’ha respinta e, all’inizio, s’è pure rischiato di non arrivarci proprio alla sbarra: quando l’ingegnere 81enne ha avviato la causa, gli inquirenti si sono lasciati scappare un «sarà impossibile risalire all’autore del reato». Epperò la caparbietà del suo avvocato, il legale Giorgio Papotti, che si è opposto e ha fatto di tutto per far continuare le ricerche, anche cercando testimoni e visionando le telecamere di sorveglianza, ha sbloccato la situazione. E ora, il “picchiatore seriale” di Torino, tornerà in arresto.
Dritto e Rovescio, Pietro Senaldi spiana il maranza: "Che fine dovete fare"
La questione sicurezza e il problema della criminalità giovanile sembra mettere tutti d'accordo, perlomeno in...Torino, già. Ma anche Bologna e Como. Tre città, (almeno) tre vicende di violenza insensata e gratuita, tutte e tre con protagonisti cittadini stranieri. A Bologna, sabato pomeriggio, due bande di nordafricani si sono scontrate per i vicoli del centro: gli affiliati a entrambi i gruppi (probabilmente per aggiudicarsi il controllo dello spaccio dei quartieri centrali) si sono scontrati, rincorsi, inseguiti, brandendo coltelli e addirittura un machete: ha avuto la peggio un ragazzo di vent’anni che è stato colpito più e più volte da una lama. Lo ha salvato per un soffio (al momento è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore) un’ambulanza: tuttavia quando i paramedici sono accorsi sul luogo della rissa lo hanno trovato a terra, incosciente, con la testa tagliata, una guancia squarciata e una ferita di circa 25 centimetri al fianco sinistro dalla quale, tra l’altro, sbucava un coltello ancora mezzo conficcato nel corpo. I carabinieri bolognesi stanno facendo di tutto per risalire all’identità dei criminali (sette o otto persone, pare) che lo hanno ridotto così e sotto le due torri è scoppiata, di nuovo, anche la polemica politica sul tema della sicurezza.
A Como, invece, è finito in manette un 29enne pakistano che era nel nostro Paese da irregolare e aveva sul suo curriculum anche diversi precedenti: la volante che lo ha arrestato è intervenuta perché si era messo a lanciare sanpietrini e mozziconi di sigarette addosso a una coppia senza nessun motivo. A segnalare quel che stava succedendo è stato l’uomo aggredito (un 54enne), visibilmente scosso. Raccolta la descrizione del pakistano gli agenti della polizia di Stato lo hanno pizzicato poco distante, ma intento (di nuovo) a dar noia ai passanti. Lui ha cominciato a spintonare i poliziotti e a sferrare calci, ha anche sputato in faccia ai militari i quali, non senza difficoltà, lo hanno immobilizzato. Una volta in questura sul suo faldone sono emersi precedenti per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e due ordini di allentamento per il regolamento della polizia urbana, nonché sanzioni amministrative in materia di stupefacenti.




