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Lonate Pozzolo, il cugino del rapinatore rom: "Era lì per lavorare, non è giusto"

venerdì 16 gennaio 2026
Lonate Pozzolo, il cugino del rapinatore rom: "Era lì per lavorare, non è giusto"

3' di lettura

"Era lì per lavorare, non è giusto". Sono sconcertanti le parole del cugino di Adamo Massa, il 37emme rom di origini sinti ucciso mercoledì scorso a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese, dal proprietario della villetta dove si era introdotto con un complice per rubare. Il furto, dunque, viene considerato "un lavoro" a pieno titolo. "Adamo lascia tre figli, non è giusto ammazzare", accusa il cugino, intervistato da Ore 14 Sera nel campo rom di corso Unione Sovietica, periferia sud di Torino, dove la vittima risiedeva.

Adamo è stato sorpreso a rubare dal proprietario di casa Jonathan Rivolta: ne è nata una colluttazione che ha portato al suo ferimento con un coltello. Massa è poi morto in ospedale a Magenta (Milano) dove lo hanno lasciato i complici fuggiti in auto. Ore 14 Sera ha mostrato un servizio con l'intervista al cugino di Massa all'interno del campo rom e alcune dichiarazioni di abitanti dell'area. "Lascia tre figli, uno di pochi mesi, uno di 15 e l'altro di 18 - ha riferito il cugino -. La mia idea? Che non è una cosa giusta per me, non è giusto neanche il nostro lavoro ma non è giusto ammazzare. Non è vero che hanno picchiato il proprietario di casa, sono bugie. Adamo era un tipo normale, come tutti, era lì per lavorare come fanno tutti".

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Sulla vicenda, la Lega è in prima fila. "Sembra confermata la versione della difesa che si è difeso. Un abbraccio a quel ragazzo e capisco che possa essere sconvolto, perché una morte è sempre una morte ed è sempre una sconfitta e non è mai un successo e non c'è niente da celebrare", commenta il vicepremier e il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, rispondendo a una domanda su Lonate Pozzolo. "Non riesco a trovare spazi per attaccare un ragazzo che ha difeso se stesso, la sua famiglia, i suoi affetti, la sua vita. Se i rapinatori e i ladri facessero un mestiere onesto non rischierebbero di morire mentre fanno il loro sporco mestiere", conclude il segretario leghista.

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"Ho depositato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Interno per fare piena chiarezza sul grave episodio avvenuto a Lonate Pozzolo, dove un cittadino aggredito in casa propria si è difeso durante un tentativo di rapina messo in atto da soggetti di etnia rom, e sui successivi fatti di ordine pubblico verificatisi all'ospedale di Magenta", dichiara Fabrizio Cecchetti, deputato lombardo della Lega. "Desidero innanzitutto esprimere la piena solidarietà a Jonathan Rivolta e alla sua famiglia, colpiti da una violenza avvenuta tra le mura domestiche, luogo che dovrebbe essere per definizione il più sicuro. Dalle prime ricostruzioni emerge con chiarezza la legittima difesa del proprietario di casa. Ancora più preoccupanti sono però i gravi disordini avvenuti davanti al pronto soccorso di Magenta, con occupazioni, danneggiamenti e interruzione dei servizi sanitari. Episodi che non possono essere tollerati". "È necessario - conclude Cecchetti - garantire la sicurezza dei cittadini onesti, tutelare il diritto di proprietà e accertare ogni responsabilità, sia per il tentativo di rapina sia per i gravi fatti di ordine pubblico che hanno messo a rischio un presidio sanitario fondamentale".

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