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Davide Borgione, due indagati e denunciati per averlo derubato mentre giaceva a terra

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martedì 27 gennaio 2026
Davide Borgione, due indagati e denunciati per averlo derubato mentre giaceva a terra

2' di lettura

Sono due i cittadini torinesi indagati per furto e omissione di soccorso dopo la morte di Davide Borgione, 19 anni, trovato sull’asfalto di via Nizza, nel quartiere San Salvario, a Torino. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane era caduto dalla bici e si trovava a terra, forse già privo di sensi o morto, quando i due si sono avvicinati. Invece di prestargli aiuto, gli hanno sfilato il portafoglio dalla tasca posteriore dei pantaloni, frugando anche nel giubbotto, poi sono risaliti in auto e se ne sono andati. La scena è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza della zona.

La pm Delia Boschetto, insieme alla polizia, ha risalito alla targa del veicolo e, attraverso i tabulati telefonici, ha identificato il proprietario e il passeggero. Resta ancora da chiarire la causa del decesso. Dai filmati emerge anche il passaggio di un’altra auto che avrebbe urtato il corpo del ragazzo già riverso sull’asfalto. Anche il conducente di quel veicolo è stato denunciato per omissione di soccorso, mentre solo un terzo automobilista si è fermato e ha chiamato i soccorsi. L’esame necroscopico dovrà stabilire se Davide sia caduto in seguito a un malore, ipotesi ritenuta improbabile dalla famiglia, vista la giovane età e la buona salute del ragazzo.

Il padre, Fabrizio Borgione, informatico di 58 anni, ha raccontato in un’intervista a La Stampa il proprio dolore: «Quando la polizia mi ha detto che qualcuno aveva rubato il portafoglio a Davide sono rimasto scioccato. Come si fa a derubare un ragazzo in fin di vita? Come si fa a non chiamare i soccorsi?». La famiglia Borgione già tre anni fa aveva perso il primogenito Andrea, vice comandante della polizia municipale di Vercelli, stroncato da un infarto. Sul casco che Davide non indossava, il padre chiarisce: «L’aveva lasciato a casa perché andava a ballare, ma quando usava il monopattino lo metteva sempre. Quella notte stava tornando come tante altre volte, su una bici che non va veloce. Aveva diritto di divertirsi. Ora aspettiamo l’autopsia per sapere la verità».