Libero logo

Reggio Calabria, sul libro di testo del liceo spunta la difesa delle toghe rosse

di Lorenzo Cafarchiosabato 31 gennaio 2026
Reggio Calabria, sul libro di testo del liceo spunta la difesa delle toghe rosse

3' di lettura

Libro di testo che adotti, polemica che incontri. Quante volte da studenti, da genitori e da addetti ai lavori abbiamo incontrato volumi scolastici che strizzavano l’occhio a una chiara visione del mondo, una visuale chiaramente di sinistra. Una consuetudine spesso taciuta, quasi fosse un obolo culturale da pagare all’istruzione culturalmente dominante. E lo sappiamo: il lupo perde il pelo, ma quasi mai il vizio. Eccolo, quindi, lo zampino della propaganda in classe sul tema giustizia. Siamo in Calabria, precisamente nel liceo scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria. Il manuale che abbiamo tra le mani è Diritto ed Economia- primo biennio. Stiamo parlando di un tomo che finisce nelle cartelle e sui banchi di allievi tra i 14 e i 15 anni. Seconda edizione, edito da Paravia, dove l’autrice Maria Rita Cattani nel capitolo dedicato all’indipendenza dei giudici - non prima di aver citato l’ex magistrato Ilda Boccassini - parte con la filippica sul primo comma dell’articolo 104 della Costituzione in cui si afferma che «la Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere». Ma passano le righe e il commento da oggettivo diventa soggettivo.

Prima leggiamo che «recentemente i magistrati sono stati spesso contestati» e successivamente, senza colpo ferire, troviamo la frase incriminante. «Per questo sono state fatte proposte per limitarne l’indipendenza». E si elencano proprio «sanzioni disciplinari più severe per i giudici», la «separazione delle carriere» e una «drastica limitazione del potere di disporre di intercettazioni. La separazione delle carriere è proprio al centro del quesito di marzo. Il primo a riportare la vicenda è stato il giornale on-line LaNovità che ha raccontato come a scovare lo scritto sia stato il Coordinamento delle Camere Penali della Calabria nel silenzio dell’Associazione Nazionale Magistrati. Anzi quest’ultimi in passato avevano lanciato un allarme «contro un presunto tentativo delle Camere Penali di “condizionare” gli studenti attraverso un fantomatico protocollo nelle scuole». Una questione rivelatasi «costruita sul nulla».

A rilanciare a livello nazionale il misfatto è stato il vicepresidente alla Camera dei deputati Fabio Rampelli, esponente di Fratelli d’Italia. «Continua il processo di ideologizzazione della scuola», evidenzia il deputato di Fdi. «La separazione delle carriere viene piegata alle logiche del No scrivendo falsità», prosegue, «debordando dalla funzione che un libro di testo deve avere. Formare gli studenti alla legge, alla Costituzione, al diritto, alla libertà di giudizio. In questo volume ci sono brani farneticanti». Rampelli non è nuovo nel porre al centro dell’agenda politica questi temi. Nel 2000, quando era consigliere regionale del Lazio in quota An, durante la presidenza Storace a seguito di un’azione realizzata, nel settembre di quell’anno, dai militanti di Azione Studentesca in cui sulle copie di un manuale scolastico apposero la dicitura “Falsi d’autore. Non comprateli”, per denunciare la faziosità dei libri di testo- evidenziò in una mozione come «molti dei testi adottati nelle scuole superiori, in particolare quelli che trattano di storia, raccontano i trascorsi della nostra Nazione mistificandone intere pagine e omettendo di scriverne altre, dando l’impressione di voler far prevalere una sorta di “verità di Stato” troppo spesso incompatibile con la realtà». La proposta chiedeva di “istituire una Commissione di esperti che svolga un’analisi attenta dei testi scolastici”, oltre a “studiare forme di incentivazione per autori che intendessero elaborare nuovi libri di testo” da immettere “nel circuito dell’istruzione pubblica e/o da distribuire gratuitamente alle famiglie”.

È passato un quarto di secolo da quella richiesta e da tutte le polemiche scaturite (un turbinio durato sei mesi), ma l’argomento è ancora all’ordine del giorno. Tornando a oggi, Rampelli pone l’accento sul «tentativo di indottrinamento degli studenti con informazioni false e un frasario fazioso e ideologico, del tutto inopportuno per un testo scolastico». Nella giornata di oggi verrà presentata un’interrogazione parlamentare sul caso indirizzata al Ministro Valditara, per competenza sui manuali scolastici, ma che riguarda anche il dicastero di Nordio. Nicolò Zanon, ex vicepresidente della Corte Costituzionale e presidente del Comitato “Sì Riforma”, evidenzia come «un manuale scolastico non può trasformarsi in uno strumento di orientamento referendario. Agli studenti va garantita un’informazione corretta e pluralista, soprattutto su una riforma che indice sull’equilibrio costituzione e sulla quale molti di loro, da poco maggiorenni, saranno chiamati a esercitare per la prima volta il diritto di voto». Ed è proprio qui che la catechizzazione, tutt’altro che laica alla faccia della schedatura dei professori, annida i suoi colpi di coda.