"Askatasuna vuol dire libertà, Askatasuna siamo tutti noi, siamo solo all'inizio": così gli antagonisti che si sono ritrovati davanti alla stazione di Porta Nuova, a Torino, per il corteo di protesta organizzato dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna dello scorso 18 dicembre. "Gli scioperi e i 'blocchiamo tutto' - hanno detto i manifestanti - sono stati solo un assaggio di quello che il popolo può fare". In migliaia (50mila secondo gli organizzatori) sono partiti in corteo da Porta Susa, Porta Nuova e Palazzo Nuovo. "Migliaia di persone sono in arrivo da tutta Italia per partecipare a una giornata importante che segna non la fine ma l'inizio di un'iniziativa volta a costruire un'opposizione reale al governo Meloni - hanno detto gli organizzatori - sarà una giornata lunga che vogliamo sia il più partecipata possibile. Da ore le forze dell'ordine hanno intensificato i controlli fermando le persone come se Torino fosse invasa da violenti. Vogliamo rispedire al mittente questa violenza perché violenza è militarizzare un quartiere intero".
"Lo dico come provocazione: ringraziamo la premier Meloni perché è lei che ha fatto sì che le persone fossero qua ed è da qui che partirà una nuova opposizione al suo governo", ha detto Stefano, portavoce di Askatasuna, prima della partenza del corteo.
"Torino è partigiana. Contro governo, guerra e attacchi agli spazi sociali": questo lo striscione che riprende il manifesto disegnato da Zerocalcare in apertura del corteo di Palazzo Nuovo. "Oggi Torino ha un aspetto più bello di sempre, oggi Torino porta in alto un valore importante, quello della resistenza perché oggi siamo tutti partigiani", hanno sottolineato dal microfono.
VIOLENZA E SCONTRI ALLA MANIFESTAZIONE
Lanci di bombe carta, razzi, pietre e fuochi pirotecnici verso la polizia da parte dei manifestanti. Gli agenti, in tenuta antisommossa e stretti in un fitto cordone, hanno risposto con idranti e lacrimogeni. È successo dopo l'arrivo di una parte del corteo in corso Regina Margherita, dove al numero 47 c'era la sede del centro sociale, deviando dal percorso previsto. Tra i manifestanti anche autonomi e gruppi di anarchici col volto coperto. Pare fossero rimasti fermi a lungo, in attesa del buio, per evitare la ripresa dei loro volti da parte delle forze dell'ordine. Sono stati incendiati alcuni bidoni, grossi cassonetti sono stati spostati al centro della strada e dati alle fiamme. Nessun contatto diretto, per ora, tra manifestanti e agenti.
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"Libertà per gli arrestati nell'inchiesta sui fondi ad Hamas": bandiere della Palestina, canzoni pro-Pal e cartelli per chiedere la libertà di Mohammed Hannoun, Dawoud ed Yaser Elasaly - con riferimento all'inchiesta sui fondi ad Hamas - sono stati avvistati in testa allo spezzone di corteo partito da Torino Porta Nuova. "Intifada fino alla vittoria!", ha scandito al microfono una rappresentante dei giovani palestinesi in Italia. Più indietro ecco le bandiere No Tav, quelle delle associazioni per il Kurdistan e dei movimenti transfemministi. "Se tutte queste gocce si uniscono diventiamo uno tsunami", ha detto un'altra ragazza in testa al corteo.
PROVVEDIMENTI URGENTI PER LA CITTÀ
Al termine del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico, ieri il prefetto di Torino ha adottato, per le zone cittadine interessate dalla manifestazione, due provvedimenti urgenti. Con il primo si vieta la somministrazione da asporto e la detenzione di bevande in contenitori di vetro, alluminio o comunque atti all'offesa; con la seconda ordinanza, invece, è stato disposto il divieto di detenere oggetti e materiali idonei all'occultamento del viso, nonché fumogeni e materiale esplodente di qualunque natura. Il Comune, infine, è stato incaricato dei provvedimenti di viabilità, divieti di sosta, rimozione dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti e della comunicazione a operatori economici e cittadinanza. Nel dettaglio, oltre i divieti di sosta in vigore da questa mattina, sono state previste limitazioni viabili lungo il percorso dei tre cortei, alcune linee del trasporto pubblico subiscono deviazioni nell'area interessata dal passaggio dei manifestanti e la metropolitana svolge regolare servizio ma sono chiuse le stazioni metro Porta Susa e Porta Nuova.




