Daniele Micheletti rischia l'allontanamento. Nella basilica di San Lorenzo in Lucina, di cui è responsabile, è apparsa un’immagine di un angelo somigliante alla premier Giorgia Meloni. Una somiglianza per molti cercata, voluta, ma che l’artefice del restauro, Bruno Valentinetti, nega. E come lui anche Micheletti: "Il comunicato del Vicariato raccomanda che non ci siano strumentalizzazioni? Non mi sembra ci siano state, ma non sono io l’autore... dipende dall’intenzione che uno ci mette. Se si creerà uno scandalo, di fronte all’indignazione dell’opinione pubblica toglieremo l’immagine. Sono uscito spesso dalla sagrestia, sono solito fare battute e soltanto uno ha espresso disappunto... C’è anche chi è d’accordo, la questione è aperta".
D'altronde ieri mattina centinaia di persone hanno visitato la Basilica a Roma, proprio per vedere l'affresco. "Ho solo restaurato il dipinto che c'era prima, è un angelo, ognuno ci vede quello che vuole", aveva già risposto il restauratore. In ogni caso il caso ha creato scalpore. "Riguardo al restauro della decorazione pittorica della cappella del Crocifisso nella chiesa di San Lorenzo in Lucina si precisa - si è smarcata la diocesi di Roma - che sia la Sovrintendenza sia l'ente proprietario, oltre all'Ufficio per l'edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un'azione di restauro 'senza nulla modificare o aggiungere' sull'affresco in questione di recente fattura (anno 2000); pertanto la modifica del volto del cherubino è stata un'iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti".
Giorgia Meloni e l'angelo? "Siamo tornati al fascismo": pagliacciata sinistra
È un angelo ma non è Bonelli, sennò sarebbe stato l’angelo dell’Apocalisse e avrebbe an...A dirimere la controversia potrebbe essere un tavolo tra il ministero della Cultura, il Vicariato e il Fondo edifici di culto pronto a riunirsi nei prossimi giorni: di fronte a prove documentali che testimonino la difformità dall’immagine preesistente, l’effigie angelica con le fattezze di Meloni verrebbe cancellata, mettendo fine a un caso che, secondo quanto filtra dalla Soprintendenza, "crea imbarazzo". La conseguenza potrebbe essere l’allontanamento del parroco.




