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Luciano Capasso trovato morto, "sapevano dov'era da 5 giorni": altro dramma e ombre in Svizzera

domenica 22 febbraio 2026
Luciano Capasso trovato morto, "sapevano dov'era da 5 giorni": altro dramma e ombre in Svizzera

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Dopo cinque giorni di ricerche si è spenta anche l’ultima speranza: Luciano Capasso è stato trovato morto sulle montagne di Saint Moritz. Il 25enne di Qualiano, nel Napoletano, era scomparso durante un’escursione in alta quota. "Cerco di non morire", aveva detto, scherzando, in un ultimo video inviato prima della spedizione. Parole che, ora, riecheggiano in modo sinistro, angoscioso. A dare conferma della morte del ragazzo sono stati la madre Raffaella Grande e il legale della famiglia, Sergio Pisani.

Il giovane si trovava in Svizzera per lavoro come autista in un albergo della zona. Nei giorni scorsi aveva deciso di salire fino a circa 2.700 metri. Secondo le autorità locali, sarebbe stato travolto da una violenta bufera di neve. Da quel momento si erano perse le sue tracce. Le squadre di soccorso sono state ostacolate dal maltempo, che ha reso difficile un intervento immediato. L’area era stata individuata grazie alla geolocalizzazione del telefono, tuttavia solo con il miglioramento delle condizioni meteo è stato possibile raggiungere il punto segnalato e recuperare il corpo.

"Luciano non era uno sprovveduto, anzi era un ex militare, addestrato proprio per sopravvivere in situazioni estreme. Avevamo una geolocalizzazione precisa ma il mal tempo non ha consentito un recupero che stamattina con il sole è stato velocissimo. Mi chiedo se potevano essere utilizzati mezzi quali droni o altro per trovarlo anche nei giorni precedenti nonostante il mal tempo: vanno verificate anche altre circostanze ma ora è il momento del dolore", ha dichiarato l’avvocato Pisani.

Nel tentativo di accelerare le ricerche, la madre aveva aumentato la ricompensa da diecimila a 50mila euro per chiunque potesse fornire informazioni utili. Prima di far perdere le proprie tracce, Luciano aveva inviato un messaggio al fratello: "Cerco di non morire". La famiglia ha chiesto il rimpatrio urgente della salma. Il consolato generale di Zurigo sta assistendo i familiari per completare rapidamente le pratiche e consentire il rientro in Italia.

Insomma, il dubbio che tormenta la famiglia è che Luciano, forse, poteva essere salvato. Ancora una volta, dopo gli agghiaccianti fatti di Crans-Montana, una vittima italiana in Svizzera e il dubbio che non sia stato fatto tutto il possibile per evitare la disgrazia. Già, perché grazie alla geolocalizzazione era chiaro dove fosse Luciano, sin dal principio, ma è rimasto per cinque giorni prigioniero del ghiaccio, fino a morire. La famiglia, dunque, chiede di far luce su ogni aspetto di questa drammatica vicenda.