A cinque anni dalla scomparsa, ieri sono riprese le ricerche di Sara Pedri, la ginecologa forlivese, all’epoca 32enne, che aveva lavorato all’ospedale di Trento e poi a quello di Cles.
Dal giorno seguente alle sue dimissioni, di lei non si è avuta più nessuna notizia. Le ricerche concentrate soprattutto nel lago di Santa Giustina, non hanno dato alcun esito. Ieri, le operazioni sono ripartite dal ponte di Mostizzolo dove fu ritrovata la T-Roc della dottoressa: sommozzatori, vigili del fuoco e carabinieri della compagnia di Cles hanno sono tornati a scandagliare porzioni di lago, proprio come fatto ancora due anni fa, sfruttando il basso livello dell’acqua.
A gennaio dell’anno scorso, il gip di Trento aveva assolto con formula piena l’ex primario di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Trento, Saverio Tateo, e la sua vice, Liliana Mereu. Per loro le accuse erano di maltrattamenti in concorso e in continuazione nei confronti del personale del reparto. L’ex primario fu licenziato e ora l’azienda dovrà risarcirlo con 240mila euro. Mentre i familiari di Sara Pedri cercano ancora verità e giustizia su una scomparsa avvolta nel mistero.




