Non bastava il trauma della separazione dal papà, dalla casa nel bosco e dai loro animali. Non bastava aver trasferito i tre fratellini in una casa-famiglia con la mamma da vedere poche volte al giorno, ad orari stabiliti, come un farmaco da somministrare con cautela per scongiurare effetti collaterali. Dopo quasi quattro mesi il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto - attenzione, attenzione – “con urgenza”, come se fossero in gravissimo pericolo, come se dovessero essere sottratti ad abusi o maltrattamenti, «l’allontanamento dei tre piccoli dalla casa famiglia di Vasto e il loro trasferimento in una nuova struttura senza la presenza della madre». Lontano anche dalla mamma. Adesso i piccoli si ritroveranno da soli, in un’altra struttura e non serve una laurea in psicologia per immaginare l’ulteriore trauma che vivranno i tre bambini che in pochi mesi hanno visto la loro famiglia, tutto il loro mondo, disgregarsi pezzo dopo pezzo. E se il vero obiettivo di quest’intervento era il loro bene, è lecito pensare che dopo quattro mesi i fratellini siano profondamente segnati dallo tsunami emotivo che si è abbattuto sulla loro infanzia.
Ammesso che non stessero bene perché la casa in cui vivevano non era considerata sicura, perché i loro genitori non avevano rispettato gli obblighi vaccinali e quelli dell’istruzione, l’unica certezza dopo questi quattro mesi è che stanno peggio. Sono stati vaccinati, hanno una maestra che sta insegnando loro i verbi e a far di conto, ma hanno perso i punti di riferimento, sono state estirpate le loro certezze, lontano dall’armonia e dalla sicurezza vissuta accanto a mamma e papà. Così si persegue l’interesse primario dei bambini? Catherine è accusata dai servizi sociali di avere una “condotta oppositiva” e “ostile” e, quindi, per i giudici deve essere allontanata perché la sua presenza è «pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei figli». Siamo sicuri che l’equilibrio emotivo dei figli non sia compromesso anche da quest’odissea che sono costretti a vivere? «L’umore materno - scrivono ancora i giudici - è andato col tempo peggiorando, verosimilmente poiché la signora mostra di avere per qualche ragione coltivato l'illusione di una permanenza in comunità molto breve e di un sollecito ripristino della convivenza di tutta la famiglia presso la propria abitazione». E che cosa doveva fare Catherine? Sperare di restare il più a lungo possibile in quella casa-famiglia, lontano anche da Nathan? Le contestano perfino il desiderio di voler di tornare al più presto a casa con i bimbi.
Famiglia nel bosco, il dramma dopo il colpo di mano delle toghe: dove ha passato la notte Catherine
Venerdì sera, intorno alle 21.20, Catherine Birmingham, madre della cosiddetta “famiglia del bosco”, ...La decisione lascia sgomenti, appare sproporzionata, smisurata. Nella parte finale della consulenza dei neuropsichiatri di Vasto c’è scritto che è attenzione, attenzione - “urgente” il ricongiungimento dei bambini con i genitori. Perché non è stato ascoltato questo allarme? I giudici hanno accolto solo la parte in cui i servizi sociali stigmatizzano il comportamento della madre che non è collaborativo, anzi è ostile. Ma quale mamma non sarebbe furibonda dopo quattro mesi vissuti nell’impossibilità di occuparsi pienamente dei propri figli? Quale madre non avrebbe i nervi a pezzi? L’ordinanza sottolinea pure i comportamenti aggressivi dei piccoli per cui viene accusata la madre. Ma invece di rispondere a questo disagio con un urgente ricongiungimento familiare si è optato per un’altra separazione. Quando è arrivata la notizia dell’allontanamento della mamma, i coniugi stavano per essere sottoposti all’ultima sessione di test che valuteranno la loro capacità genitoriale. Ci chiediamo con quale tormento e quale peso sul cuore abbiano risposto ai quesiti. E ci domandiamo anche quando finirà questa storia. I tempi dei bambini non seguono quelli da bradipo della giustizia e, se l’obiettivo è il loro bene, i giudici non aspettino oltre. Controllino che i genitori rispettino la legge, ma facciano in modo che i piccoli tornino con mamma e papà. Restituite un’infanzia serena a questi bimbi. Ma fate presto.




