Le navi delle Ong continuano a sfidare il governo italiano. Un braccio di ferro che va avanti da anni e che ora potrebbe arrivare allo scontro finale. Infatti l'ultimo episodio riguarda un'imbarcazione che ha totalmente ignorato le autorità libiche e ha anche scelto un porto diverso da quello indicato dal Viminale.
E così è scattato fermo di 45 giorni per la nave di soccorso Aurora della ong Sea Watch disposto dalle autorità italiane che, appunto, contestano all'equipaggio di non avere comunicato con le milizie libiche. Il provvedimento, piuttosto duro, si aggiunge a quello che interessa anche la Sea-Watch 5, della stessa organizzazione. Nei giorni scorsi era stato comunicato il provvedimento, di cui ora è stata resa nota anche la durata. Aurora aveva salvato 44 migranti, bloccati per cinque giorni su una piattaforma petrolifera abbandonata, e li aveva condotti a Lampedusa. "Nonostante settimane orribili con molte morti in mare, le autorita' italiane trattengono la nave di soccorso per 45 giorni", commenta la tedesca Sos Humanity.
Sea Watch 5, "entriamo in porto a Trapani". E cala la mannaia: come verrà sanzionata
La Sea-Watch 5 è stata fermata per 20 giorni e multata di 10.000 euro, dopo il rifiuto dell'equipaggio di dir...Arrivano la conferma e il commento di Sea Watch: "Le autorita' italiane ci hanno informato: stanno bloccando la nostra nave di soccorso Aurora per 45 giorni, perché abbiamo rifiutato di comunicare con le milizie libiche mentre stavamo salvando 44 persone. Le stesse unita' libiche che sparano contro le persone in fuga e le navi di soccorso". Prosegue dunque la lagna delle Ong davanti alla presa di posizione del governo che applicando le nuove norme ha sanzionato l'imbarcazione.




