Nuove tensioni attorno al caso Garlasco, uno dei più discussi della cronaca giudiziaria italiana degli ultimi vent’anni. Nella puntata di ieri di Quarto Grado su Rete4 è intervenuto il giornalista investigativo Alessandro De Giuseppe, riportando una ricostruzione che ha riaperto il dibattito sul caso.De Giuseppe è intervenuto in un clima già teso per un esposto che ipotizza presunte interferenze nelle indagini e nella narrazione mediatica.
Al centro del suo intervento una presunta telefonata e una sequenza di eventi che solleverebbero dubbi sulla tempistica di alcuni riscontri tecnici. De Giuseppe ha raccontato in trasmissione: “Ho telefonato e, dopo un quarto d’ora, appare questo DNA: due grammi e mezzo, pulitissimo sui pedali. Normalmente sui pedali si trovano picogrammi, perché si presume che arrivi dalla suola delle scarpe”.
Il giornalista ha poi proseguito lasciando intendere l’esistenza di una comunicazione riservata: “Arriva una telefonata da chi? Io lo so, ma forse è meglio che non lo dica. Devo stare attento a ‘spalancare il gas’, perché in questo momento può diventare un problema. Deve essere difeso bene”. Successivamente ha aggiunto: “Da una persona che stava indagando. Cioè, una persona che stava seguendo le indagini telefona… non dico chi… e dice: ‘datemi qualcosa per incastrare Stasi’. Dopo un quarto d’ora… queste non sono parole mie”. Il mistero si fa sempre più fitto.




