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Mondiale 2026, ritiro invaso da serpenti a sonagli: terrore per la Svizzera

di Lorenzo Pastugliamercoledì 10 giugno 2026
Mondiale 2026, ritiro invaso da serpenti a sonagli: terrore per la Svizzera

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Niente problemi con il terreno di gioco, ma un ospite decisamente indesiderato attorno al quartier generale scelto dalla Svizzera per i Mondiali. La nazionale elvetica ha infatti individuato a San Diego la propria base operativa negli Stati Uniti, in vista dei Mondiali pronti a iniziare, salvo poi fare i conti con una particolarità del territorio: nei dintorni del centro sportivo è presente un’area popolata da serpenti a sonagli, tra i rettili più temuti del Nord America.

A rendere nota la situazione è stata la stessa federazione svizzera, che ha mostrato con una punta di ironia la mappa del ritiro indicando anche la cosiddetta “snake area”, la zona dove è stata segnalata la presenza dei crotali. Un dettaglio che non aveva pesato nella scelta iniziale della struttura, ma che ora ha imposto alcune precauzioni per giocatori, staff e tifosi. Le Autorità locali raccomandano infatti di non avventurarsi fuori dai percorsi autorizzati e sconsigliano gli spostamenti a piedi o in bicicletta nelle aree limitrofe. I serpenti a sonagli, pur essendo generalmente schivi e poco inclini ad attaccare l’uomo, sono velenosi e il loro morso richiede un intervento medico immediato. In questo periodo dell’anno, inoltre, risultano particolarmente attivi.

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La questione ha modificato anche alcuni programmi della squadra guidata dal commissario tecnico Murat Yakin. L’idea di raggiungere i campi di allenamento in bicicletta, utilizzando il tragitto come parte della preparazione atletica, è stata accantonata per motivi di sicurezza. I giocatori si sposteranno esclusivamente in autobus tra hotel e centro sportivo. I rettili tendono a nascondersi tra rocce, sterpaglie e cespugli, rendendo più difficile individuarli durante una passeggiata. Per questo motivo la federazione ha invitato tutti a prestare la massima attenzione.

Un problema simile è stato segnalato anche dalla Norvegia nel ritiro allestito in Carolina del Nord. Agli scandinavi è stato consigliato di mantenere le distanze e non disturbare gli animali. Un imprevisto curioso, ma tutt’altro che banale, soprattutto per calciatori e membri degli staff poco abituati a convivere con la fauna selvatica americana.