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Omicidio Pierina Paganelli, Dassilva assolto: il "ruolo" del delitto di Garlasco

mercoledì 10 giugno 2026
Omicidio Pierina Paganelli, Dassilva assolto: il "ruolo" del delitto di Garlasco

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Alle 2:25 di oggi, mercoledì 10 giugno, è arrivata, dopo oltre 16 ore di consiglio, la sentenza che ha assolto Louis Dassilva, assolto per l'accusa dell'omicidio di Pierina Paganelli, uccisa nell'ottobre 2023 a Rimini nel complesso residenziale di via dei Ciclamini. Dassilva è stato scarcerato poco dopo le 4 del mattino. Incontenibile la gioia della moglie Valeria Bartolucci che, mentre abbracciava il marito fuori dal carcere, urlava: "Sei libero!". "Ha vinto solo la giustizia, questa è la rinascita della giustizia", ha detto Dassilva ai giornalisti.

La Procura aveva chiesto l'ergastolo, puntando ad arrivare alla condanna "oltre ogni ragionevole dubbio". Per farlo, aveva costruito un impianto basato su più elementi: le tracce biologiche, i vestiti lavati, un'ombra ripresa dalla telecamera, una voce registrata, e soprattutto la testimonianza di Manuela Bianchi. Elementi che, uno dopo l'altro, sono tutti caduti portando all'assoluzione di Dassilva

Ma cosa ha fatto cadere il castello accusatorio della Procura? Innanzitutto, il fatto che le tracce di Dna dell'assassino non siano mai state individuate con certezza, anche perché i vestiti della vittima non erano stati conservati correttamente. Inoltre, l'arma del delitto non è mai stata trovata. Un ruolo decisivo l'hanno giocato anche le riprese delle videocamere di sorveglianza della farmacia di via del Ciclamino, che avevano inquadrato un'ombra maschile pochi minuti dopo l'omicidio. Ombra che inizialmente era stata attribuita a Dassilva, prima di riconoscere che si trattasse di un altro residente del palazzo. 

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L'accusa, però, piantava le sue radici soprattutto nella dichiarazione di Manuela Bianchi, nuora di Pierina e amante di Dassilva. A un anno e mezzo dal delitto, la donna aveva riferito di averlo incontrato nell'area garage quella stessa mattina del 4 ottobre 2023 — quando lei stessa aveva trovato il corpo — e che lui le aveva detto che c'era un cadavere. Tuttavia il tribunale ha sostenuto che di quell'incontro non ci fosse alcuna prova, facendo crollare tutto il castello accusatorio. 

Nella decisione della Corte d'assise di Rimini, ha avuto un ruolo anche il delitto di Garlasco, che è stato citato direttamente nella requisitoria finale dai difensori di Dassilva. I legali sostengono infatti che, come nelle indagini sull'omicidio di Chiara Poggi, anche in questo caso si sia proceduto in una sola direzione, ignorando altre possibilità. Tra queste, una portava a Loris Bianchi, fratello di Manuela, la cui posizione, secondo la difesa, non è mai stata approfondita a sufficienza.