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Mamma e figlia morte per la ricina, i testimoni: "Sara delirava, Antonella non riusciva più a parlare"

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mercoledì 3 giugno 2026
Mamma e figlia morte per la ricina, i testimoni:  "Sara delirava, Antonella non riusciva più a parlare"

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Sara Di Vita delirava, mentre la madre Antonella Di Ielsi non riusciva più a parlare. Sono questi alcuni dei particolari emersi dalle testimonianze raccolte dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta sull’avvelenamento da ricina che tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 è costato la vita alle due donne. A oltre cinque mesi dalla tragedia, la Squadra Mobile di Campobasso continua ad ascoltare persone vicine alla famiglia. Sono già oltre cento i testimoni sentiti nel tentativo di ricostruire le ultime settimane di vita di Antonella e Sara e individuare chi possa aver somministrato la sostanza tossica.

Tra gli ultimi ad essere ascoltati c’è anche il sindaco di Pietracatella, Antonio Tomassone, interrogato come persona informata sui fatti. Gli investigatori stanno infatti approfondendo ogni rapporto personale e istituzionale legato alla famiglia Di Ielsi-Di Vita, nel quadro dell’indagine per omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’uso di sostanze velenose. Intanto emergono nuovi dettagli sulle condizioni delle due donne nei giorni successivi al presunto avvelenamento. Secondo le ricostruzioni, la ricina sarebbe stata assunta tra il 23 e il 24 dicembre. I sintomi si sarebbero manifestati progressivamente fino al drammatico peggioramento del 27 dicembre, quando madre e figlia furono trasportate d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Campobasso.

A colpire gli investigatori sono soprattutto le condizioni in cui vennero trovate. Sara sarebbe apparsa in uno stato di forte confusione mentale, al punto da delirare, mentre Antonella non sarebbe stata più in grado di parlare. Un quadro clinico gravissimo che nel giro di poche ore avrebbe portato entrambe alla morte.