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Torino, 55enne col cranio fracassato in casa: la moglie e l'amante traditi dalle domande a ChatGpt

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mercoledì 7 ottobre 2026
Torino, 55enne col cranio fracassato in casa: la moglie e l'amante traditi dalle domande a ChatGpt

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Svolta nelle indagini sulla morte di Mikel Rroku, il 55enne albanese trovato morto col cranio fracassato nel suo appartamento di via Verolengo, a Torino.  In carcere, con l'accusa di omicidio volontario aggravato, ci sono finiti la 45enne Laura Bordello, moglie della vittima, e il 52enne Duccio Fragiacomo, nuovo compagno della donna. I due, come ricostruito dal Corriere della Sera, si sarebbero conosciuti lo scorso aprile in una casa di cura di San Maurizio Canavese dove erano entrambi ricoverati: la donna era seguita dal Centro di salute mentale (ma è ritenuta capace di intendere e di volere), il nuovo compagno avrebbe avuto problemi con l’alcol. In primavera sarebbe nata una relazione e già a maggio la coppia avrebbe iniziato a pianificare l’omicidio, commesso poi lo scorso 30 giugno.

La vittima sarebbe stata colpita più volte alla testa da un oggetto contundente, forse un martello. Ad oggi, però, l'arma del delitto non è ancora stata ritrovata, così come i due cellulari di Rroku. Dall’autopsia e dall'analisi delle tracce di sangue trovate in cucina e nel bagno dell’appartamento sarebbe emerso "un quadro compatibile con un’azione condotta con notevole efferatezza e violenza". L'uomo sarebbe stato colpito prima alle spalle e poi l’aggressione sarebbe andata avanti anche quando il 55enne era ormai senza le forze per reagire. Il movente dell'omicidio, invece, sarebbe da ricollegare alla casa in cui abitava Rroku: "Quello che emerge dai discorsi che hanno fatto i due indagati è la volontà da parte della moglie di prendere la casa popolare assegnata al marito per andarci a vivere con il nuovo compagno", ha spiegato il colonnello Diego Berlingieri, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Torino. I due, insomma, volevano sbarazzarsi del 55enne anche se lui non si era mai opposto alla nuova relazione. E per farlo avrebbero pensato anche di denunciarlo, inventando un finto caso di maltrattamenti nei confronti della donna.

Dall'analisi dei cellulari sarebbe emersa anche la premeditazione. "Voglio uccidere Momo, non lo sopporto più", avrebbe scritto Laura Bordello in una chat con un’amica. Tra le ipotesi di omicidio non andate a buon fine ci sarebbero stati l’accoltellamento in un parco, con Fragiacomo che si sarebbe presentato armato e con un tirapugni, e l’avvelenamento. In quest'ultimo caso, la coppia si sarebbe rivolta all’intelligenza artificiale. "Quanti ml di metadone sono necessari per uccidere un uomo di 120Kg x 56 anni", si legge nella cronologia delle ricerche su ChatGpt. Alla fine, la scelta è ricaduta sul presentarsi a casa della vittima con la scusa di recuperare vestiti ed effetti personali per poi ucciderla con diversi colpi alla testa. La coppia, poi, avrebbe pensato anche di fuggire in Canada o in altri Paesi del Nord America per evitare l'estradizione con l’Italia. I carabinieri, però, sono arrivati prima. 

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