Un nuovo episodio di violenza ai danni di una conducente di Autolinee Toscane riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nel trasporto pubblico fiorentino. La donna è stata insultata e poi colpita con uno sputo da un uomo a bordo di un monopattino elettrico, in via Nazionale. A denunciare l’accaduto è Fast Confsal, che chiede nuovamente cabine protette, sistemi di allarme e controlli più frequenti, definendo l’aggressione inaccettabile.
L’episodio, come riporta ilTirreno, si inserisce in un contesto di crescente difficoltà per il settore. Secondo i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl, nel 2026 si sono dimessi cinquanta conducenti, quasi uno a settimana. Tra le cause indicate figurano turni pesanti, traffico intenso, tempi di percorrenza inadeguati, ritardi, corse cancellate e capolinea occupati dalle automobili. Queste criticità alimentano le tensioni con i passeggeri, che spesso si riversano sugli autisti.
Negli ultimi mesi si sono verificati altri episodi gravi: a luglio una conducente è stata minacciata di morte dopo la soppressione di alcune corse, mentre ad agosto un autista è stato aggredito fisicamente in piazza Dalmazia, riportando ferite che hanno richiesto dieci giorni di prognosi.
Autolinee Toscane conferma le dimissioni, considerandole però parte del normale ricambio del personale, pari a circa il 5% dei dipendenti. I sindacati contestano questa interpretazione e denunciano condizioni lavorative sempre meno sostenibili.
Anche la Cisl Firenze-Prato sollecita interventi concreti e rapidi. Pur accogliendo positivamente l’apertura degli assessori a un confronto con l’azienda, chiede misure immediate per migliorare turni, percorrenze, gestione dei ritardi e priorità semaforica degli autobus, evitando ulteriori rinvii.




