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L'esperto, 'fusioni ok senza lasciare al loro destino risorse umane'

AdnKronos
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Roma, 4 set. (Labitalia) - Spesso si sente parlare di 'merger and acquisition' o di operazioni di fusione tra aziende, quello che spesso non viene considerato è che in queste operazioni vengono coinvolti tantissimi lavoratori e quindi persone che loro malgrado si possono trovare a doversi spostare, in alcuni casi anche di Paese, cambiare mansione e colleghi. Questo cambiamento può essere un trauma per molti di loro, senza dimenticare poi gli aspetti più operativi e pratici di questi passaggi. Per capire come approcciare il personale coinvolto così che queste operazioni vengano gestite al meglio sia per le aziende che per i lavoratori, Adnkronos/Labitalia ha intervistato l'esperto Alessio Mondaini, sales director di Corium, società controllata dal gruppo Openjobmetis e attiva nel settore dell'outplacement, un servizio che risponde a specifiche norme stabilite dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e che supporta le persone nelle fasi di ricerca attiva del lavoro dopo l'uscita da un'azienda fino all'inserimento in una nuova realtà operativa e per questo perfettamente capaci di accompagnare i lavoratori nelle fasi di transizione in operazioni di 'merger and acquisition' e fusione. "Un momento delicato nella vita di un'azienda - conferma Mondaini - è sicuramente la fase di fusione o incorporazione, quando l'introduzione di nuove regole organizzative e l'ingresso di nuove componenti di risorse umane possono generare la necessità di riconsiderare la presenza di alcune figure professionali che andranno accompagnate verso la ricollocazione, anche interna". "Spesso - osserva - manca un piano di comunicazione del progetto, di coinvolgimento del personale, di analisi e preparazione, che possono innescare una serie di timori e di paralisi della macchina. E' necessario un piano che permetta una transizione virtuosa, in grado di rassicurare da un lato e di preparare al nuovo design organizzativo dall'altro". "In queste operazioni - avverte - è fondamentale dedicare tempo alle persone, fare colloqui conoscitivi del personale che sarà integrato o diversamente collocato. Poi, serve analizzare le similitudini e le differenze culturali delle aziende, essere aperti all'apprendimento, curare meticolosamente una comunicazione frequente e coerente e infine investire nella formazione per formare e allenare i dipendenti. Il personale delle due società deve essere coinvolto a tutti livelli, per esempio per la condivisione di informazioni riguardanti le rispettive organizzazioni e per farlo è utile abbattere i pregiudizi e organizzare numerosi incontri mirati". "In questa cornice - sottolinea Alessio Mondaini - non va infine trascurata la funzione di supporto del coaching. Un vero e proprio allenamento a favore del personale e utile a potenziare il lavoratore e, quando di tipo career, a riscoprire e riorganizzare le proprie competenze per affrontare la fase di cambiamento nel nuovo contesto professionale". "Altro fattore da considerare - ricorda - è quello del licenziamento, se l'obiettivo dell'azienda che acquisisce è quello di ristrutturare ampi gruppi di dipendenti. In questo caso, si devono considerare molti aspetti e l'obiettivo è di accompagnare il dipendente coinvolto nella ristrutturazione aziendale e/o nelle dimissioni, all'individuazione di una nuova collocazione professionale, in linea con le sue esigenze e aspettative". "Il supporto di Corium e di aziende che si occupano di outplacement - sottolinea Alessio Mondaini - va nel senso di offrire un servizio costruttivo sia per le aziende che per i lavoratori, accompagnando il dipendente coinvolto nella ristrutturazione aziendale o nell'eventuale dimissione verso l'individuazione di una nuova collocazione professionale, in linea con le sue esigenze e aspettative". "Il nostro intervento può anche dirigersi verso un supporto in percorsi di assessment del personale dell'azienda che dovrà cambiare mansione o posizione", conclude.

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