"L'Italia non si stancherà mai di sostenere il legittimo desiderio del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia". Non è casuale la chiusa del video-messaggio con cui la premier Giorgia Meloni ha salutato la liberazione degli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò, da mesi imprigionati nelle carceri di Caracas.
I due connazionali sono stati liberati all'alba dalle autorità venezuelane e decisivo, oltre ai negoziati condotti dall'Ambasciata italiana, dalla Farnesina, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dallo stesso presidente del Consiglio, anche la volontà politica dei nuovi vertici al potere in Venezuela dopo la fine del regime di Nicolas Maduro a seguito del blitz americano a Caracas.
Il dittatore chavista è stato sostituito da Delcy Rodriguez, che fin da subito ha instaurato rapporti molto più morbidi e concilianti con la Casa Bianca e le segreterie europee e occidentali. E le liberazioni dei detenuti politici stranieri avvenute in questi primi giorni del 2026 lo dimostrano.
"Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e torneranno a casa - esulta Meloni nel video -. È una notizia che ci riempie di gioia, che si somma alla felicità che abbiamo provato nelle scorse ore per la liberazione di altri connazionali. Trentini e Burlò riabbracceranno presto le loro famiglie, che in questi mesi hanno sofferto molto, a cui ovviamente vogliamo rinnovare il nostro affetto".
"Questo risultato è il frutto del lavoro discreto ma efficace portato avanti in questi mesi non solo dal governo, ma dalla rete diplomatica, dall'intelligence e io voglio ringraziare tutti i servitori dello Stato che a vario livello hanno dato il loro contributo per raggiungere questo obiettivo", ha aggiunto la premier per poi concludere: "Continueremo a lavorare senza sosta affinché la costruttiva collaborazione instaurata con le autorità di Caracas possa produrre ulteriori sviluppi positivi".



