La riforma della separazione delle carriere, passata "attraverso un lungo e articolato esame parlamentare durato oltre due anni, ora, in perfetta aderenza al dettato costituzionale, approda al giudizio del popolo sovrano. Non intendo in questa sede dilungarmi sui contenuti, sento però il dovere istituzionale di ribadire con chiarezza e fermezza che ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l'indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2026 alla Corte Suprema di Cassazione a Roma, alla presenza anche del capo dello Stato, Sergio Mattarella. "L'attribuzione al legislatore di un'intenzione di sottoporre la magistratura al potere esecutivo è null'altro che una grossolana manipolazione divinatoria di una realtà immaginaria. Mi auguro che questa vuota polemica venga ripudiata dagli intelletti più maturi", ha aggiunto il Guardasigilli.



