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Albania, Giorgia Meloni spiana le toghe: "Anche a chi stupra minori"

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mercoledì 11 marzo 2026
2' di lettura

“Anche in questo Consiglio Europeo torneremo a parlare di immigrazione. Oggi come mai c'è ampio consenso tra gli Stati membri sulla linea politica da seguire in ambito migratorio, tanto a livello di legislazione interna che di dimensione esterna. Sono particolarmente fiera del fatto che stia prendendo corpo un pacchetto di norme importantissime che l'Italia ha fortemente voluto e sostenuto lavorando per costruire su di esse il più ampio consenso possibile".

Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. "In sostanza oggi l'Europa ci dice chiaramente che il Governo italiano ha tutto il diritto a far funzionare i centri in Albania, proprio perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è pienamente in linea con il diritto internazionale ed europeo, anche se temo - attacca la premier - che per alcuni non basterà neanche questo, e che non cesseranno le ordinanze di revoca dei trattenimenti in Albania. Come accaduto nel recente caso dei migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo e, è molto desolante doverlo raccontare, violenza sessuale su minore, che per i giudici non possono essere trattenuti né rimpatriati perché hanno fatto strumentalmente richiesta di protezione internazionale. Decisioni che non trovano giustificazione nella normativa italiana, nella normativa europea e neppure nel buon senso".

"Ma voglio dirlo chiaramente: nel pieno rispetto della Costituzione, noi continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per rispettare la volontà popolare di combattere l’immigrazione illegale e garantire la sicurezza ai cittadini", conclude Meloni.

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