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ROMI: il numero che rimette in ordine il marketing

venerdì 20 marzo 2026
2' di lettura

Ci sono numeri che fanno scena.
E poi ci sono quelli che ti fanno abbassare un attimo lo sguardo sul foglio.

Il ROMI sta in quella seconda zona.

Letto così, sembra la solita sigla da riunione lunga, con una slide piena di frecce, tre colori scelti male e qualcuno che dice "i risultati sono incoraggianti" senza essere troppo sicuro. Però sotto quelle quattro lettere c'è una domanda molto semplice:

quello che stai mettendo nel marketing ti sta lasciando qualcosa, oppure sta solo facendo girare i numeri?

Perché il marketing, visto da fuori, può sembrare vivacissimo.

Campagne online.
Contenuti pubblicati.
Lead che entrano.
Qualche vendita.
Magari pure un report con tanto verde, che già mette di buonumore.

Poi fai un passaggio in più.

Guardi cosa resta davvero.

E il tono cambia.

Perché ci sono attività che sembrano andare benone finché restano dentro il report. Fuori dal report, invece, pesano in un altro modo. Vendi di più, sì. Però tieni meno margine. Porti contatti, sì. Però te li stai pagando cari. Una campagna gira bene, ma intanto intorno si sommano costi che nessuno aveva voglia di mettere tutti sul tavolo.

Il ROMI serve a questo: a rimettere un po' d'ordine.

Ti toglie di dosso l'effetto "sta andando".
Ti costringe a guardare "quanto mi resta".

E già questa piccola differenza cambia parecchio.

Perché quando inizi a leggere il marketing così, alcune cose si ridimensionano subito. Altre, che sembravano quasi secondarie, acquistano un peso diverso. Non tutte le performance meritano lo stesso entusiasmo. Alcune sono rumorose. Altre tengono davvero.

C'è anche un dettaglio che spesso viene lasciato lì, in fondo alla pagina: il marketing non costa solo quando accendi le ads. Costano gli strumenti, il tempo del team, i contenuti, chi li produce, chi li gestisce, certi tentativi tirati avanti per mesi solo perché ormai sono partiti.

Nel video realizzato dagli esperti della Central Marketing Intelligence si va proprio lì: dentro il ROMI calcolato bene, dentro gli errori più frequenti e dentro quel momento in cui i numeri smettono di arredare un report e iniziano a dire qualcosa di utile.

Perché fare marketing che si vede è relativamente facile.
Fare marketing che lascia margine è un'altra faccenda.

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