Il cosiddetto "Festival Alta Felicità" si è confermato essere una scusa logistica, un paravento per radunare centinaia di incappucciati e professionisti del disordine, pronti a scatenare la consueta guerriglia urbana contro i cantieri TAV e contro le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Oggi abbiamo assistito a un assalto paramilitare con cantieri in fiamme e violenza inaudita.
Diciamolo chiaramente: gli antagonisti cercano la tragedia. Cercano il morto tra le Forze dell'Ordine per puro odio, o cercano il "martire" tra le proprie fila per infiammare definitivamente le piazze.
E se questo morto prima o poi arriverà, i mandanti morali avranno nomi e cognomi ben precisi. C'è una responsabilità gravissima in una certa politica di sinistra che continua a strizzare l'occhio, a giustificare e ad aizzare questi criminali, dipingendoli come "attivisti" e soffiando sul fuoco dello scontro sociale. Lo abbiamo visto pochi giorni fa a Bologna, dove un clima di intollerabile connivenza istituzionale ha di fatto legittimato la violenza di piazza. Chi semina giustificazioni, raccoglie molotov.
Oltre al rischio per la vita dei poliziotti, c'è un tema che viene colpevolmente ignorato: i danni devastanti alla comunità.
Non parliamo solo di cantieri danneggiati, ma di milioni di euro di soldi pubblici bruciati. Denaro che viene letteralmente sottratto alla sanità, alle scuole e ai servizi dei cittadini onesti per pagare l'imponente apparato di sicurezza necessario ad arginare questi teppisti, per ripristinare i danni e per curare i feriti. La comunità piemontese e nazionale è ostaggio di una minoranza violenta.
Come FSP Polizia di Stato non siamo più disposti a fare da scudi umani. Pretendiamo dalla Politica e dalle Istituzioni una presa di posizione coraggiosa e definitiva. Proponiamo una soluzione chiara, provocatoria per i benpensanti, ma l'unica ormai legalmente e logicamente percorribile:
REVOCA DELLE AUTORIZZAZIONI PER IL FESTIVAL: Se un evento si trasforma sistematicamente in una base di lancio per attentati, è un problema di Ordine Pubblico. Chiediamo al Prefetto e al Questore che il "Festival Alta Felicità" venga preventivamente vietato. Il diritto a manifestare non può coprire il diritto a delinquere.
CHI ROMPE PAGA (E RISARCISCE LA COMUNITÀ): Chi organizza l'evento deve essere ritenuto oggettivamente responsabile per i danni causati al cantiere, alla collettività e per le lesioni ai poliziotti. Proponiamo che l'autorizzazione di tali eventi sia subordinata al versamento di una maxi-fideiussione assicurativa preventiva. Se i manifestanti distruggono, gli organizzatori pagano di tasca loro i danni allo Stato.
MILITARIZZAZIONE DEL SITO E REGOLE D'INGAGGIO CHIARE: Il cantiere TAV è un'infrastruttura strategica nazionale. Chiediamo che la zona rossa venga interamente affidata all'Esercito Italiano con regole d'ingaggio adeguate per la difesa dei siti sensibili, liberando la Polizia dal ruolo di "bersaglio mobile".
L’informazione non può più nascondersi dietro la parola "scontri". Qui c'è lo Stato aggredito e dei criminali che aggrediscono.
La politica scelga: o sta con chi difende la democrazia e la sicurezza dei cittadini a 1.500 euro al mese, o sta con chi usa i boschi della Valsusa per giocare alla guerra e cercare il morto.



