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Schlein e Vannacci a cena: il video che fa infuriare Elly

lunedì 17 agosto 2026
3' di lettura

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha smentito sui propri canali social la veridicità di un filmato in circolazione sul web che la ritrae a una cena in compagnia del generale e deputato europeo Roberto Vannacci. La replica puntuta della leader delle opposizioni testimonia un certo nervosismo, con i dem in imbarazzo per il caso Sigfrido Ranucci e Report (e in silenzio) da un lato, messi spalle al muro sul fronte immigrazione con il fallimento totale della linea-Sanchez a Ceuta e l'affermazione del modello-Meloni in Europa, e i problemi forse non così stringenti ma sicuramente piuttosto pesanti sul fronte della coalizione. 

Vedi alla voce: primarie. C'è chi accenna a partire, chi scarta di lato, chi accenna a tornare indietro. Come alla "mossa" del Palio di Siena, i leader del centrosinistra cominciano a disporsi, non senza difficoltà, lungo la linea di partenza, in attesa del "canape". Ci sono Giuseppe Conte e Schlein, naturalmente, che hanno rotto gli indugi a marzo, nei minuti immediatamente successivi alla vittoria del No al referendum sulla giustizia. Ma c'è ma anche Riccardo Magi, leader di +Europa che ha aperto alla sua candidatura: "Ci dovrà essere un candidato di +Europa, io correrei con grande entusiasmo", ha sottolineato appena due giorni fa. E poi i nomi accarezzati dai centristi, a cominciare da Silvia Salis passando per Ernesto Maria Ruffini di Più Uno e al Progetto Civico di Onorato. E nelle ultime ore si è fatta insistente la voce di un candidato o una candidata rossoverde, con la deputata e consorte di Nicola Fratoianni, Elisabetta Piccolotti, in pole. Il tutto mentre è ancora buio fitto sulle regole di ingaggio che dovranno governare la corsa. Se ne era accennato durante il pranzo tra Schlein e Conte il 4 agosto, ma - viene riferito da fonti d centrosinistra - al momento nessuna indicazione chiara è arrivata, né sulle regole né sui tempi. E questo nonostante le pressioni di Conte nell'ultimo periodo prima della chiusura dei lavori parlamentari, quando ha messo al centro le primarie e la questione Ucraina: sintomo chiaro di una voglia di accelerare sia sul programma sia sulla scelta del leader. Ben prima, comunque, del timing su cui si ragiona in ambienti Pd, vale a dire nei primi mesi del 2027. Per quello che riguarda le regole di ingaggio, i nodi sembrano riguardare il ballottaggio tra i primi due in termini di consensi e la possibilità di votare online.

La prima ipotesi vedrebbe favorevole il Pd: tra i dem c'è la sicurezza che in uno scontro a due la segretaria non avrebbe rivali. Anche perché, al primo turno, è facile immaginare che molti dei voti su cui punterebbe Schlein potrebbero disperdersi nei rivoli centristi. Per lo stesso motivo, Conte sarebbe avvantaggiato da una sfida a un turno solo. L'altro nodo, il voto online, è considerato un terreno scivoloso dai vertici del Pd: il M5s è attrezzato meglio e da tempo nell'organizzare la base attraverso le piattaforme. Al contrario, iscritti ed elettori dem considerano i gazebo come un rituale fondamentale nella vita del partito. Ma anche per questo, a sentire fonti dem, il punto di caduta potrebbe essere proprio lo 'scambio' tra ballottaggio e voto online. Oltre al nodo delle regole e dei tempi, c'è quello dei temi con i dossier principali che continuano a far penare i leader del centrosinistra, Ucraina in primis. Da questo punto di vista appare significativo l'ultimo scontro interno nato da una intervista di Conte in cui il leader M5s rinviava alle primarie, e quindi a dopo la scelta della guida del centrosinistra, lo scioglimento del nodo sulla politica estera. Parole che hanno fatto insorgere Schlein, "non funziona cosi'", fino al pranzo "distensivo". No, non quello (mai avvenuto) con il generale.

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev