Una mostra all'Università degli Studi di Milano-Bicocca ricostruisce il percorso migratorio degli psicoterapeuti Ernst Bernhard e Dora Friedländer, costretti a lasciare Berlino dopo l'ascesa al potere di Hitler nel 1933. Legati alla scuola junghiana e uniti da una relazione sentimentale, i due si trasferiscono a Roma alla fine del 1936. La loro vicenda personale diventa lente attraverso cui l'esposizione osserva temi più ampi: la violenza dello sradicamento e il valore del dialogo tra culture. Il percorso espositivo si apre con una sezione dedicata alla diaspora junghiana dalla Germania nazista, per poi svilupparsi in pannelli cronologico-tematici che seguono la vita della coppia dalla Germania imperiale fino alla scelta di stabilirsi nella capitale. Teche con documenti originali e installazioni multimediali interattive accompagnano i passaggi chiave della storia. I materiali in mostra – fotografie, lettere, dipinti, oroscopi, agende e filmati – provengono dall'archivio personale della coppia, custodito al Polo di Archivio Storico dell'Ateneo tramite il Centro Aspi. Un patrimonio che racconta anche i pazienti e gli intellettuali che si rivolsero a Bernhard e Friedländer dopo il 1945: da Federico Fellini a Natalia Ginzburg, da Adriano Olivetti a Cristina Campo.



