Aldo Serena, storico centravanti ariete con 166 gol segnati in carriera, ha il fiuto sempre pronto per captare non più gol ma lucide impressioni dopo 4 giornate di campionato. Impressioni buone o cattive, Aldo?
«Positive. Il gioco mi sembra più veloce di prima, più inglese. A parte qualche partita brutta come Napoli-Bologna: commentandola ho pensato che si può fare di più».
Arbitraggi: la convince il nuovo metodo Orsato che coinvolge meno il Var ed è più permissivo sui falli?
«Molto. Ha dato una svolta al gioco evitando deleterie perdite di tempo in attesa di decisioni esterne a volte cervellotiche. Cos’altro migliorare? Certi atteggiamenti dei calciatori, tipo le furbate con le mani e certe finzioni».
Il campionato sta per offrirci Roma-Inter.
«Per questa Roma sarà un vero esame di maturità, per l’Inter un compito in classe con il quale valutare la sua difesa scricchiolante».
La Roma sembra un Frecciarossa lanciatissimo.
«Gasperini le ha dato un gioco che ruba l’occhio con un Dybala fisicamente tonico. La squadra aggredisce, diverte ma è al contempo concreta grazie a quel fenomeno di Malen».
L’Inter? All’Olimpico mancherà Calhanoglu ma vanta una potenza devastante, segnano tutti.
«Thuram è agile, Bonny veloce, Pio Esposito potente. E Lautaro... è Lautaro».
Perché l’Inter subisce spesso gol? Per errori? Per amnesie? Per meccanismi ancora da sistemare?
«Con gli acquisti estivi la qualità della rosa è migliorata ma dietro Chivu deve oggettivamente registrare qualcosa se vuole fare strada anche in Champions: non può rimontare sempre. Con la Roma potrebbe essere difficile».
Chivu ha difeso Martinez dalle critiche post Madrid...
«Se crede in lui ha fatto benissimo. Ma Provedel è un ottimo numero 1».
Chi è in crisi nera è la Juventus: Spalletti è sul filo, la squadra è senza gioco e il mercato sotto tiro.
«Da troppi anni la Juve spende cifre folli ma non riesce a portare qualità alla rosa. Due nomi su tutti chiariscono meglio questa brutta situazione: Kolo Muani e Koopmeiners».
Due flop di una società in perenne confusione?
«In passato la Juve ha sempre avuto campioni in campo. Va bene come risposta?».
Il Milan fatica: è giusto dare fiducia ad Amorim?
«Al Milan manca continuità, difettano ancora le sincronie. Il tecnico portoghese sta cercando di far entrare nella testa dei giocatori, che per sette undicesimi sono gli stessi della gestione Allegri, un gioco diverso. Al momento ci riesce per 15-20’, non per tutta la partita».
Dove può realisticamente arrivare il Como?
«In alto. Il club ha fatto mirabilie ma Fabregas è un allenatore di categoria superiore con idee di gioco che pochi vantano in Italia».
Gattuso era uscito dal fallimento azzurro con le ossa rotte ma sta ritrovando certezze alla Lazio.
«Dopo la secchiata d’acqua gelida che Rino si è preso da ct sembrava un azzardo il suo ritorno immediato in panchina. Invece prevedo che la Lazio sarà la mina vagante della A».
Allegri fatica a Napoli: squadra a fine ciclo?
«De Laurentis ha speso poco sul mercato, poi ha affidato ad Allegri una rosa forse non a fine ciclo, ma logora. Max dovrà gestirla».
Un giocatore che l’ha impressionata?
«Romano mi piace, ha piedi da grande centrocampista e un ottimo futuro».
Per cosa deve essere contento il ct Mancini?
«Roberto è sempre stato attento ai giovani e, Romano a parte, penso sia stato colpito da Cissé. Altro prossimo titolare azzurro».




