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Parolisi gioca l'ultima carta: simulerà il bacio della morte

La difesa: marito e Melania si baciarono molto prima dell'uccisione. L'accusa: il dna nella bocca di lei è prova schiacciante

Costanza Signorelli
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Parolisi ripeterà l'ultimo bacio dato a Melania prima che venisse uccisa. Sarebbe questa la strada che la difesa vuole percorrere per provare che Salvatore Parolisi è innocente: un incidente probatorio in cui il caporalmaggiore dovrà simulare proprio quell'ultimo bacio dato alla moglie prima che venisse uccisa. Per dimostrare che Salvatore, quel bacio, lo diede molto prima del momento del delitto. La scelta della difesa tende a voler smontare la tesi su cui si basa l'intero impianto accusatorio: il dna trovato nell'arcata dentaria della vittima dimostra che il caporalmaggiore era proprio lì, davanti alla vittima, al momento dell'omicidio, avvenuto il 18 aprile scorso. Il bacio decisivo - Secondo i difensori di Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, "non esistono parametri oggettivi per collocare temporalmente il momento in cui è avvenuto il contatto in cui Salvatore ha lasciato il suo dna sulle labbra e nella bocca della moglie". Così, con l'incidente probatorio da loro proposto, i due legali vogliono dimostrare che il bacio si è consumato a Colle San Marco, di Ascoli Piceno, e non vicino al chiosco di Ripe, a 16 minuti di distanza da lui. Non è ancora chiaro, infatti, se quel bacio decisivo sia stato dato poco tempo prima dell'uccisione, come sostiene la procura di Teramo, oppure se sia rimasto nella bocca di Melania per un lasso di tempo molto lungo. Tutte le vie della difesa - I legali Biscotti e Gentile non si danno per vinti e sfoderano tutte le armi a disposizione al fine di dimostrae l'innocenza di Salvatore. Secondo gli avvocati, infatti, le procure "non si sono basate su dati oggettivi risultanti dalle indagini, ma hanno fatto in modo che gli indizi individuati andassero a confermare una tesi precostituita sull'accaduto che vedeva in Salvatore il colpevole". Così, in attesa del verdetto della Cassazione sul ricorso, presentato due giorni fa, contro la decisione del Riesame del 23 agosto che ha stabilito che il caporalmaggiore deve restare in cella a Teramo, giocano anche la carta dell'incidente probatorio.

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