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Spari contro l'arcivescovo, fermati e rilasciati sei clochard

Si cerca il clochard che ha aperto il fuoco contro monsignor Betori ferendo il segretario che gli aveva rifiutato l'udienza

Andrea Tempestini
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Sono state rilasciate tutte e sei le persone fermate come sospette a seguito della sparatoria di ieri sera nel palazzo arcivescovile di Firenze, dove è rimasto ferito il segretario di monsignor Giuseppe Betori, don Paolo Brogi. I sei sono stati fermati in varie zone della città perchè corrispondevano alla descrizione dell'aggressore: sono stati sottoposti all'esame del guanto di paraffina per verificare se avessero sparato ma in tarda mattinata la questura li ha rilasciati. Proseguono a ritmo serrato le indagini per individuare l'uomo che ha sparato nel cortile della curia a don Paolo, e che secondo un'ipotesi degli investigatori voleva colpire anche monsignor Betori: dopo aver esploso il primo colpo, l'aggressore avrebbe infatti scarrellato la pistola calibro 7.65 ma questa potrebbe essersi inceppata, oppure l'uomo ha desistito. viene descritto come un uomo tra i 65 e i 70 anni, forse un clochard. Sono state acquisite le indagini di videosorveglianza dei negozi circostanti. Monsignor Betori è tranquillo: "Non ho paura, sono sereno, il   Signore mi fa la grazia di affrontare questo momento con grande   serenità". Uscendo dall'ospedale di Santa Maria Nuova dove è andato a trovare il suo segretario don Paolo Brogi ha detto: "Non mi sento solo".

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