La scelta del Parlamento Europeo di conferire il Premio Sakharov alla Corte Penale Internazionale, ignorando le vittime del regime iraniano come le gemelle Rahimi condannate a morte, appare come una mossa d'opposizione a Washington che tradisce chi lotta per la libertà. Così un riconoscimento ai diritti umani si tramuta in un involontario assist ai boia di Teheran. L’analisi di Andrea Morigi



