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Pd, l'ultima miseria: usa i bambini per attaccare Giorgia Meloni

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Massimo Sanvito
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Sarà padrone un governo democraticamente eletto di poter decidere se spianare o meno la strada alla disumana pratica dell’utero in affitto cui ricorrono, all’estero, le coppie omosessuali che puntano a registrare all’anagrafe italiana i propri pargoli, di fatto, comprati? Sarà padrone quello stesso esecutivo di prendere decisioni aderenti alle proprie sensibilità, tra l’altro appoggiate e premiate dalla maggioranza degli elettori? Sarà padrone un Paese sovrano di non cedere alle pressioni dell’Unione Europea? Bene: il governo di Centrodestra ha deciso di sbarrarla quella strada. E lo ha fatto con tutti i crismi istituzionali del caso.

NO ALL’UTERO IN AFFITTO
Il tema è molto semplice. Ieri la commissione Politiche Europee del Senato ha bocciato la proposta di regolamento europeo per il riconoscimento dei diritti dei figli di coppie gay e per l’adozione di un certificato europeo di filiazione. La risoluzione della maggioranza, presentata dal senatore Giulio Terzi di Sant’Agata (Fdi), è passata con undici voti favorevoli e sette contrari. 

Nel documento lo si legge nero su bianco: l’obbligo di riconoscimento del certificato Ue di filiazione non rispetta i principi di sussidiarietà e proporzionalità, per cui se venisse adottato sarebbe un’invasione del diritto europeo su quello nazionale. In particolare, per quanto riguarda il capitolo maternità surrogata (attualmente non consentita in Italia), il rischio era quello che con un via libera alla proposta di Bruxelles il divieto potesse essere aggirato.

 

Dopo la circolare del prefetto di Milano, che ha intimato al sindaco Beppe Sala di interrompere le trascrizioni all’anagrafe dei figli di coppie gay che procedevano nonostante le avverse sentenze della Cassazione sul tema, ecco un altro colpo ai blitz tipici dei progressisti. Un destro-sinistro che non ammette repliche. Si fa per dire, perché ieri la sinistra è insorta. Agitando i bambini, figli di omosessuali, come fossero vessilli di partito per alimentare un’inesistente rischio di ritorno al medioevo. Perché qui non si tratta di diritti negati ma semmai la questione è un’altra: sarebbe forse progresso sfruttare sessualmente le condizioni di fragilità delle donne, pagandole per portare avanti una gravidanza commissionata da altri? Ma alla sinistra poco importa. L’ideologia deve obbligatoriamente prevalere su tutto. E così, apriti cielo.

«Si trattava di riconoscere uguaglianza e civiltà. Ormai siamo alla destra ungherese», ha twittato il deputato Pd Alessandro Zan. Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay si è spinto addirittura oltre. «Lo ripetiamo: questo governo ha una strategia persecutoria nei confronti delle persone lgbt. Siamo di fronte a un governo sadico. Questa destra è peggio di ogni terribile previsione». A rispondere per le rime ci ha pensato il capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato, Lucio Malan.

 

PAPÀ E MAMMA
«Il fatto che in alcuni Stati venga istituita l’inedita figura dei figli con due padri non significa che per forza debba essere inserita nel nostro ordinamento. La proposta di regolamento Ue di cui si discute viene prospettata come il riconoscimento dei diritti dei figli ma così non è. I figli hanno diritto ad avere un padre e una madre». A esultare è anche Pro Vita e Famiglia Onlus, col suo portavoce Jacopo Coghe: «Ora governo e parlamento proseguano su questa strada e rendano l’utero in affitto reato universale». Sul fronte milanese, invece, il sindaco Sala proseguira nella sua battaglia. Nonostante il cartellino rosso della Prefettura. «L’obiettivo è quello di spingere il Parlamento a legiferare», ha detto ieri. 

Col ministro alla Famiglia, Eugenia Roccella, a sottolineare: «È evidente che non è competenza dei registrare figli di coppie gay. È chiaramente una forma di pressione politica, più che altro». E mentre il Partito Gay invita Sala alla «disobbedienza civile», uno dei consiglieri della sua maggioranza (Michele Albiani, Pd) annuncia una manifestazione di piazza contro «l’apartheid giuridico». Saranno invitati anche Elly Schlein e Zan. Il nuovo corso dem ha le idee chiare: usare i bambini come arma per attaccare il Centrodestra.

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